Resistenza e Risorgimento


Lettera Numero: 723

Probabilmente non è stato notato il parallelo fra Resistenza e Risorgimento fatto da Mattarella il 25 aprile. I discorsi di circostanza non li ascolta nessuno. Ma oggi non è come nella Prima Repubblica, quando i tromboni celebravano la Resistenza come “ il secondo Risorgimento”. Allora era un semplice esercizio retorico. Non c’era ancora stata la stagione del revisionismo storico. Dovevano ancora essere scritti i libri di Pansa che, da giornalista socialista al di sopra di ogni sospetto, ha divulgato le stragi dei partigiani fatte anche a guerra finita. Prima queste denunce correvano “underground”, in circuiti ristretti, di destra. I medesimi nei quali era viva la memoria del genocidio delle foibe, volutamente ignorato dalla cultura ufficiale. Delle stragi dei partigiani solo pochi prima di lui avevano osato dire e documentare, come Toni Serena ( di cui possiamo vantare la collaborazione alla Lettera Politica) con i suoi “Giorni di Caino”, avanguardia di quella revisione storica strumento di quella verità che è destinata a venire sempre a galla.
Sono stati molti e di diverse estrazioni gli studiosi che hanno riletto la storia col disincanto e l’obiettività che dà il tempo che passa. Così molte vicende che erano state scritte con la penna dei vincitori sono via, via state sottoposte a revisione critica e sono emerse verità diverse da quelle della storiografia ufficiale. E questo vale anche per il Risorgimento che dopo un secolo e mezzo di retorica patriottarda ora appare sempre più nella sua essenza: l’espansione del Piemonte, in mano ad una dinastia straniera, ai danni degli altri stati della penisola, ottenuta con le armi e senza il consenso della popolazione.
Quando Mattarella paragona la Resistenza al Risorgimento dice, senza volerlo e suo malgrado, una grande verità: la storia di entrambi era stata scritta dai vincitori come auto-celebrazione, dandone una lettura interessata, spesso falsata e nascondendo crimini e spoliazioni, ed oggi va riscritta e riletta. Gli eventi del 1945 e del 1861/1870 sono abbastanza lontani per poterli guardare con distacco e con serenità. Questo hanno in comune Resistenza e Risorgimento.

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1 Commento

  1. Francesco Lonardi dice:

    Riguardo alla Resistenza posso confermare, in base alla mia esperienza personale, che nei programmi scolastici raramente vengono toccati argomenti come l’eccidio di Porzus: tutti gli amici a cui avevo chiesto erano ignari di cosa si trattasse ed io ne ero giunto a conoscenza documentandomi autonomamente.
    E, riguardo al processo di unificazione dell’Italia, a scuola mi è sempre stato presentato come un decorso fisiologico della storia. Come se, per volontà divina, i Savoia avrebbero dovuto prendere sotto la propria ala “protettrice” interi popoli che non aspettavano altro che il loro arrivo.

    maggio 1, 2018
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