Press "Enter" to skip to content

Salute vs bilancio

Lettera Politica N. 806

Per capire quanto sia importante la salute bisogna star male. Per capire quanto sia importante la sanità ci vuole il coronavirus, altrimenti la politica è distratta e nell’agenda mette la sanità sempre dopo qualcos’altro. Eppure ci sarebbe da lavorarci sopra. La spesa sanitaria è fuori controllo. I costi della diagnostica e della terapia sono sempre più alti. La domanda di salute è aumentata e così la morbilità data dall’invecchiamento della popolazione, per cui o si aumentano le risorse destinate alla salute o si rivede il sistema universalista, che garantisce tutto a tutti.
In una precedente “Lettera Politica” ci eravamo concentrati su quest’ultima opzione e, preso atto dell’indisponibilità dello stato di dilatare la spesa pubblica per i noti, discutibili vincoli europei, avevamo ipotizzato la necessità di stabilire una franchigia per le fasce di reddito più alte e per le spese più basse. Facendo pagare alcuni farmaci e alcune prestazioni minori si potrebbe mantenere l’assistenza sanitaria basata sul principio universalista che è il migliore dal punto di vista etico.
D’altra parte che cos’altro si può farae se la quota del Pil destinata alla sanità è al 6% , cifra bassissima rispetto agli altri paesi civili. E per star dentro i conti si continua a ridurre il personale, medico e paramedico, con peggioramento del servizio.
Nessuno ne parla, ma il Sistema Sanitario Nazionale è al capolinea. Per erogare un livello di cure al passo coi tempi ci vogliono sempre più soldi, ma se ne destinano sempre meno. E’ il bilancio, prima che la salute, il primo obiettivo. A livello nazionale come a livello locale. E l’aziendalizzazione ha avuto il risultato di sottrarre le strutture sanitarie al controllo del territorio. La preoccupazione del direttore generale, figura monocratica di ogni azienda, è il bilancio. Se fa bene con i soldi fa carriera, altrimenti no. Non per niente il più delle volte la dirigenza delle aziende sanitarie/ospedaliere proviene da altre zone, in modo da svincolarla dalla pressione ambientale, 
Se invece oltre che al bilancio dovesse tener d’occhio anche il consenso della gente, cioè degli utenti, forse ci sarebbe una maggior attenzione a come viene erogato il servizio. Perciò sarebbe il caso di rivedere l’organizzazione delle aziende sanitarie mettendo al vertice, col direttore generale, un consiglio d’amministrazione espressione del territorio, così da garantire il controllo anche dal basso dell’operato di quello che il più delle volte è un autocrate avulso dal contesto sociale.

2489 visite totali 3 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
211

4 Comments

  1. Andreina
    Andreina Febbraio 3, 2020

    Concordo sull’analisi fatta da Paolo, ma ribadisco che ci vuole competenza sia dal punto di vista amministrativo, che di “consenso”. Spesso le cariche politiche all’interno dei CDA sono ricoperte da incompetenti, incapaci e lontani dai problemi della gente, messi li per ricevere compensi e stipendi. Gli amministratori non sono selezionati per capacità ma per vicinanza a “certe” persone, giusto per tenere tutto sotto controllo e non cambiare niente, tanto poi la colpa è sempre del sistema. Intanto la qualità del nostro sistema sanitario nonché l’accessibilità ai meno abbienti è sempre più compromessa. Io personalmente da un anno ho aderito ad un sistema mutualistico che mi garantisce la copertura delle spese sanitarie oltre che la prevenzione, altra cosa che in Italia non si può più fare per i costi esorbitanti. Ci si cura, se si può, quando si è già malati e non sempre possiamo accedere alle migliori cure.
    Andreina Paderno

  2. Maria-luisa
    Maria-luisa Febbraio 3, 2020

    La riduzione della spesa sanitaria è un problema enorme, che sta aumentando ogni anno nel silenzio totale della classe politica, qualsiasi colore abbia. Non si tratta di guardare al consenso, ma al diritto alla salute tutelato ad ogni livello, nazionale, europeo ed internazionale. Il problema è l’allocazione delle risorse e, pertanto, una chiara e lungimirante volontà politica.

  3. Botti Eugenio
    Botti Eugenio Febbraio 7, 2020

    Pongo ai noi tuti una riflessione:
    E’ lecito chiudere il bilancio d’esercizio di una Azienda Ospedaliera con un utile di €. 49.000.000,00 ?

    • OfficinaAdmin
      OfficinaAdmin Febbraio 8, 2020

      No, non è lecito. Di che Ulss si tratta? Non conosco i bilanci…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *