Salvini e la naja


Lettera Numero: 737

Salvini ha proposto il ripristino del servizio militare obbligatorio, abolito dal governo di centrodestra nel 2004. Dice: i giovani sono viziati, pensano solo ai diritti e non ai doveri e allora bisogna  metterli in riga con la “naja”.
L’idea fa discutere.
Se rispetto ai loro genitori sono più avvantaggiati dal benessere e dalla tecnologia, bisogna anche dire che i giovani d’oggi sono penalizzati dalla mancanza di una seria prospettiva di lavoro e di vita. Saranno forse più molli delle generazioni precedenti, ma sono anche più soli. Le famiglie non sono più quelle di una volta e l’educazione è vanificata da una scuola inadeguata e dalla pressione di una società dove imperversano modelli e ideologie aberranti.
Ma ritornare al servizio militare obbligatorio sarebbe una medicina peggiore della malattia.
A parte l’esigenza imprescindibile di un modello di difesa professionale, non si possono dimenticare i difetti che hanno portato all’abolizione della “naja”, come l’insopportabile ingiustizia di chi restava a casa con una raccomandazione o una bustarella o le ruberie sul rancio e sulle forniture per vestire centinaia di miglia di coscritti. E il nonnismo? E i suicidi? E le femmine? Vista la parità di diritti dovrebbero anche loro partire militare?
E’ evidente che quella di Salvini più che una proposta è una suggestione che ha anche le sue buone ragioni. Ma non è il ripristino della leva obbligatoria la soluzione alle sue giuste preoccupazioni. C’è una terza via, più attuale, più utile, più percorribile: l’istituzione di una Guardia Nazionale. Ogni giovane al compimento degli studi avrebbe l’obbligo di frequentare per un certo periodo, nella sua zona di residenza, con dei richiami periodici distribuiti negli anni, una scuola militare nella quale gli vengono impartite le nozioni fondamentali di educazione civica, di disciplina militare, di difesa personale e di uso delle armi. Una volta compiuto il necessario addestramento, finalizzato ad avere in caso di guerra, di esigenze di ordine pubblico o di calamità del personale addestrato da affiancare alle Forze Armate, il giovane potrà scegliere se continuare a far parte della Guardia Nazionale o essere inserito nella “riserva”.  Questa è  la proposta de L’Officina.

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2 Commenti

  1. Francesco martina dice:

    Carissimo Onorevole,
    ho sempre letto con piacere ed apprezzato le tue analisi sui problemi che affliggono la nostra società. Anche questa della proposta di Salvini per ripristinare la “naja” è apprezzabile e condivisibile; tuttavia, ho trovato non all’altezza della tua professionalità il paragrafo che tratta dei “difetti” che hanno portato all’abolizione del sevizio obbligatorio di leva.
    Sai benissimo che ben altri sono i motivi che hanno portato alle decisioni finali, in quanto tu eri sicuramente coinvolto nella trattazione di queste problematiche durante i tuoi mandati.
    I riferimenti che hai fatto su tali “difetti” non fanno piacere a coloro che, come me (e mi conosci bene!), hanno indossato l’uniforme con dignità ed onore per tutta la loro attiività lavorativa.
    Cordialmente Francesco Martina (Generale dell’Esercito Italiano in congedo)

    agosto 17, 2018
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  2. OfficinaAdmin dice:

    Caro Generale, ti ringrazio innanzitutto per aver prestato attenzione alla Lettera Politica. Come ho scritto proprio nella 737 le generalizzazioni sono inevitabili quando si parla di fenomeni di massa, di grandi numeri. E la leva obbligatoria è uno di questi. Ragion per cui quando si parla delle raccomandazioni per cui uno riusciva a stare a casa dalla naia, o delle ruberie che i grandi numeri delle forniture e degli acquisti consentivano ci si riferisce a fatti reali che hanno coinvolto una minima parte del personale militare, essendo la grande maggioranza costituita da persone oneste e rispettabili. Sono tuttavia fatti che facevano vivere ai giovani la leva obbligatoria come un’insopportabile ingiustizia. Sono anche perfettamente a conoscenza che poi a determinarne l’abolizione sono state anche le esigenze derivanti dai mutati assetti strategici e dall’evoluzione tecnologica degli armamenti, ma il grande consenso sull’abolizione della naia si è basato sulla pessima immagine che essa aveva dato di sé. C’è anche da dire che con la soppressione della leva non è stato abolito il dovere sancito dalla costituzione di difendere la Patria. Dovere che deve toccare tutti i cittadini, maschi e femmine. E’ da qui che nasce l’idea di istituire una Guardia Nazionale ( o come la si voglia chiamare), affinché questo dovere costituzionale non diventi un teorico flauto vocis. E sarebbe interessante che tutti gli ufficiali che come te hanno acquisito grandi competenze in materia militare potessero dare il loro contributo nell’istruire i giovani alla disciplina, all’uso delle armi, alla difesa personale ed a tutte quelle materie che costituiscono un grande bagaglio c culturale da non disperdere.

    agosto 18, 2018
    Rispondi

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