Press "Enter" to skip to content

Senza il nucleare

Lettera Politica N. 792

In tanti anni di crisi economica ne abbiamo sentite di tutti i colori: colpa dei politici, degli sprechi, della delocalizzazione, del debito pubblico, del costo del lavoro, delle tasse, della giustizia, della burocrazia. Tutte concause a loro volta effetto di cause più profonde che si evita di ricercare per paura di effetti dirompenti sull’opinione pubblica la cui attenzione viene sistematicamente deviata su falsi obiettivi. Anche a questo serve l’antipolitica. Meglio parlare dei costi della politica piuttosto che raccontare che la Banca d’Italia o la Bce sono private e non pubbliche come credono i più. Meglio solleticare l’invidia per le indennità parlamentari o i vitalizi piuttosto che raccontare di come il denaro prodotto con il lavoro viene prestato dalla Bce ad alto tasso d’interesse a coloro che hanno prodotto la ricchezza.
Fino a qualche mese fa – grillini e Mario Giordano in testa – sembrava che la causa di tutto fossero i costi della politica. Sono stati tagliati. Risultato? Zero. Semplicemente perché si tratta di numeri irrilevanti, che con la crisi non c’entrano, che non risolvono nulla.
Non abbiamo la pretesa di sviscerare in poche righe le cause profonde del malessere economico e delle ingiustizie perpetrate sulla pelle dei popoli. Per questo esiste, fortunatamente e fino a quando non verrà fatta sparire, una nutrita letteratura che illustra il problema in termini anche accessibili a chi economista non è.
Ma fra le concause della mancata crescita dell’Italia ce n’è una che non si nomina mai. Forse per pudore, perché per ben due volte, a distanza di un ventennio, gli italiani con due distinti referendum hanno detto NO allenergia nucleare. E’ stato come tagliarsi le palle. Non sarà tutto lì il perché del paese non cresce, ma se si fossero attivate le centrali nucleari l’elettricità sarebbe costata molto meno e di conseguenza i costi di produzione e di vita sarebbero diminuiti. Come in Francia, Svizzera, Germania, Uk, ecc. O no?

1212 visite totali 9 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr
121

3 Comments

  1. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Ottobre 25, 2019

    La scelta di tenerci fuori dal nucleare fu dettata dalla lobby energetica d’Oltralpe, per continuare a venderci l’energia e mantenere un costo energetico alto alle nostre aziende. Semmai c’è da chiedersi se, in un accordo europeo, non ci facciano diventare il luogo di messa a destino delle scorie nucleari visto che, ormai in Europa non sanno dove metterle (es.,Salto di Quirra, poligono militare in Sardegna ed i suoi rifiuti) , ed il programma CIGEO francese sta creando molti problemi.Per esempio, al fine di segnalare, per tempi immemorabili, il sito, un valente (!?) semiotico, Paolo Fabbri, ha proposto di “creare gatti geneticamente modificati che, nel . momento in cui si avvicinano a siti radioattivi , si illuminano, segnalando la situazione a chi li incontri (!!!)”. Questa è la classe di ideologi/tecnocrati a cui è affidata, attualmente, l’opzione nucleare. A mio avviso è la scelta irrinunciabile del futuro ma è una decisone POLITICA e, come tale, non va lasciata ad una classe politica ignorante ed incapace come quella attuale.

  2. Angelo Paratico
    Angelo Paratico Ottobre 25, 2019

    Molta della nostra energia elettrica viene dalle centrali nucleari francesi, che, una volta a regime, producono più corrente di quanto necessario, dunque ce la vendono a prezzi convenienti. Questo a lungo termine non potrà funzionare, perché siamo facilmente ricattabili.

  3. Emilio Frasson
    Emilio Frasson Ottobre 25, 2019

    Tesi ardita e per me nuova. Il nucleare non si fece da noi perché la nostra società, nel profondo, è anti.scientifica e anti-statale, retaggio della cultura cattolica anti-riformista. Gli “anti” fra loro si tengono. L’avessimo fatto avremmo impattato con 10 anni di anticipo sul debito e già questo sarebbe stato un fatto positivo. Inoltre avremmo metabolizzato diversamente la caduta del muro a Berlino senza le convulsioni devastanti che portarono gli sconfitti della storia, cambiato nome, alla gestione della cosa pubblica. Ci avrebbe costretto a tutelare le nostre fonti di approvvigionamento all’estero (Libia-Ciad) ed anche questo sarebbe stato un fatto più che positivo. Il nucleare sarebbe stato fatto dallo Stato perché non c’erano privati con sufficiente capacità finaziaria tecnologica organizzativa e per conseguenza saremmo impattati nel “deficit spending” di Keynes ed anche questo sarebbe stato un fatto più che positivo. Si fossimo diversi da quello che siamo il nucleare sarebbe stato una grande opportunità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

[sg_popup id=3]