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Simboli religiosi, identità popolare e propaganda politica

Lettera Politica N. 782

In queste ore sta impazzando l’immagine di Salvini che bacia il rosario mentre Conte parla al Senato. Fuoco e fiamme sono scoppiate quando il leader della Lega, nella sua risposta a Conte, richiama la devozione al cuore Immacolato di Maria e cita san Giovanni Paolo II.

Il precedente più eclatante al discorso di Salvini in Senato è stato al comizio per le Europee della Lega in piazza Duomo a Milano il 18 maggio scorso. «Ci affidiamo alle donne e agli uomini di buona volontà. Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa […]. E affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli. Io personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che son sicuro ci porterà alla vittoria». In quell’occasione il leader della Lega tirò fuori anche un rosario e divenne oggetto di pesanti polemiche da parte di alcuni giornali cattolici. 
Si notino per un momento alcune simbologie: il 18 maggio è il compleanno di san Giovanni Paolo II, l’affidamento al cuore immacolato di Maria e l’esposizione del rosario è avvenuta in una piazza simbolo per i musulmani, divenuta oggetto nel gennaio 2009 di una grande preghiera islamica e da molti interpretata come un messaggio minaccioso di conquista.

Salvini, a pochi giorni dal voto europeo che gli ha consegnato consensi bulgari, ha simbolicamente riconquistato una piazza occupata da coloro che “per spada o predicazione” hanno l’obiettivo di islamizzare l’Europa.
L’uso dei simboli è uno strumento identificativo forte. Se poi questi sono religiosi il potere identificativo è ancora più forte, poiché identifica la storia di un popolo e le sue vicende, ed il credo più profondo di ogni persona.

Salvini, esponente del maggior partito sovranista a livello europeo, ha da tempo capito che una parte di elettorato cattolico si ritrova indispettito dalle continue esposizioni politiche di alcuni religiosi in materia di immigrazione. Un elettorato che è anche confuso da una chiesa che ha creato continui strappi tra insegnamento dottrinale e prassi pastorale, e quindi è alla ricerca di un’identificazione forte per riscoprire l’appartenenza ad una storia e ad una fede ritenuta da molti sotto minaccia.

La propaganda politica con l’uso di simboli relgiosi di Salvini è centrata su questo. Non è “un incosciente religioso” come lo ha accusato Conte, è piuttosto un chirurgo della comunicazione. 

Per la Dottrina Sociale della Chiesa la fede deve avere una rilevanza pubblica (p.71)  e riguardo il principio di laicità afferma che “permangono purtroppo ancora, anche nelle società democratiche, espressioni di intollerante laicismo, che osteggiano ogni forma di rilevanza politica e culturale della fede, cercando di squalificare l’impegno sociale e politico dei cristiani, perché si riconoscono nelle verità insegnate dalla Chiesa e obbediscono al dovere morale di essere coerenti con la propria coscienza” (p.572).
Un cattolico tuttavia deve tenere sempre presente una cosa, che “le istanze della fede cristiana difficilmente sono rintracciabili in un’unica collocazione politica […]. La sua adesione a uno schieramento politico non sarà mai ideologica, ma sempre critica […] (p.573).

Personalmente non sono favorevole all’esposizione continua di simboli religiosi, come alle continue dichiarazioni che ricordino quanto uno è credente. Credo più alle opere che rivelano la qualità della fede. Ma Salvini oggi sta recuperando un sentimento identitario che nel popolo italiano, specialmente quello cattolico, era stato messo al bando nel nome del dialogo a tutti i costi, dell’incontro, dei ponti. Per dirla con Benedetto Croce “non possiamo non dirci cristiani”. Dirsi cristiani comporta delle conseguenze, e tra chi si professa tale ma poi apre le porte agli abortisti, ai trafficanti di esseri umani, alla dissoluzione dell’essere umano è preferibile chi affida l’Italia alla Madonna e si candida a governare il Paese in coerenza con il suo patrimonio di storia.

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3 Comments

  1. Aloessandro
    Aloessandro Agosto 21, 2019

    Il commento mi sembra molto distante dal vangelo e dalle Parole di Gesù, il quale mai disse di usare la fede ma di essere fede se stessi e non mi sembra che Salvini o l’esposizione dei simboli religiosi rappresenti ciò.
    Il sentimento religioso lo si recupera con le opere, con l’esempio, in particolare di coloro che la rappresentano e insegnano.
    Il resto è solo una fede integralista potrebbe accettare l’esposizione e la professione pubblica.

  2. Beppino
    Beppino Agosto 21, 2019

    sono perfettamente d’accordo su ogni singola parola che hai scritto!!!
    Quanto detto in aula da Salvini in relazione alla famiglia, della vita nascente, contro l’aborto, ma penso per qualsiasi Cristiano che si sforza di essere coerente, vero, penso non sia stato facile.
    Personalmente rimpiango e mi affido spesso a Papa Giovanni Paolo II, purtroppo facendo passare per adeguamento ai tempi le struttura con il suo personale ed altro, stanno smantellando quando da Lui costruioto in favore dell’uomo, della familgia e dell’ultimo degli ultimi “il bambino nel grembo materno” che non ha voce, non ha avvocati, non ci sono telecamere o cronisti se sostengano il grido “voglio vivere” perché mi condannate a morte se sono innocente?

    Nel mio piccolo sto organizzando un concerto che si terrà a Cologna Veneta in piazza Duomo, 8 settembre ore 20,30, al fine di promuovere, sensibilizzare la popolazione. Stiamo cercando sostenitore per raccogliere 10.000 euro per una termoculla di topo trasportabile da donare alla pediatria dell’ospedale di San Bonifacio.
    No assistenzialismo.
    Si cultura della famiglia e della vita nascente.
    Beppino Coldebella
    presidente del Movimento per la Vita e Centro Aiuto alla Vita di Cologna Veneta e menbro del direttivo della Federazione regionale Veneto di tale associazione, nonché membro (in aspettativa per motivi di lavoro) della commissione internazionale del movimento per la vita italiano. Siamo, ma io in particolare stanchi di ipocrisia.
    Grande accoglienza è stata riservata at On. Meloni quando è intervenuta al nostro convegno a Lecce nell’autunno 2018,

  3. Raffaele MASSARO
    Raffaele MASSARO Agosto 22, 2019

    Non sono un fervido credente ma piuttosto un laico rispettoso del pensiero religioso. Ritengo che ogni religione difende i diritti dei meno fortunati aiutandoli nel loro cammino e Beppino Coldebella con la sua nobile organizzazione ne è fedele testimone. I politici credo debbano parlare del fare terreno più di quello spirituale, non dovrebbero usare simboli religiosi per indurre le persone a perseguire le proprie idee ma bensì attrarle con fatti concreti che dimostrano come poter risolvere problemi che altrimenti nemmeno lo Spirito Santo può risolvere. Lo scudo crociato ha fatto storia nel nostro Paese e non mi sembra sia andato a finire molto bene. Quindi lasciamo i simboli religiosi nei luoghi di culto, aiutiamo e diamo voce a quelle organizzazioni di volontari che lavorano con fede nella speranza di donare sollievo ai fratelli meno fortunati, ma quando saliamo sui palchi per fare comizi elettorali e sopratutto quando sediamo al Parlamento diamo voce con rabbia a tutte le ingiustizie ma sopratutto diamo concretezza alle idee fin lì decantate.

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