Sui simboli della destra


Lettera Numero: 703

La Lettera Politica n.688 del 13 agosto scorso sosteneva la necessità, da parte dei due più importanti partiti di destra, Lega e Fratelli d’Italia, di modificare nomi e simboli, per renderli più efficaci e al passo coi tempi.
Pare che Salvini e la Meloni siano sulla nostra stessa lunghezza d’onda visto che qualcosa in questo senso hanno fatto. Qualcosa, non tutto. Ma siamo sulla buona strada.
Salvini ha agito sul nome, togliendo “Nord” al logo della Lega. Scelta inelligente. Condizione necessaria, anche se non sufficiente, per sfondare al centro-sud. Rimarrebbe da rivedere il simbolo, uno dei più incasinati dell’intero panorama politico. Ma per far quello, dicono, ci vuole un congresso.
La Meloni invece ha messo mano al simbolo, che era una brutta matrioska politica. Lo ha semplificato, lasciando solo la fiamma sovrastata dalla scritta Fratelli d’Italia. Bene da un punto di vista grafico, ma politicamente rimane un grosso problema.
L’impostazione del simbolo è la medesima di quello che fu di Alleanza Nazionale, partito identificato con Fini, che ne era il padrone assoluto. Oggi, se una cosa è sicura in un mondo pieno di incertezze, è che Fini è sputtanato. E per la proprietà transitiva dello sputtanamento è sputtanata anche Alleanza Nazionale.
Perché insistere nel collegarsi con forme e colori del simbolo a quella che è stata una delle più brutte pagine della storia della destra italiana?
Per ricostruire una destra forte è fondamentale emanciparla da quell’immagine usurata. Fini, la casa di Montecarlo, i rapporti opachi col business del gioco d’azzardo e troppi esponenti di quel partito inquisiti o condannati, hanno ormai fatto dimenticare le tante brave persone che in buonafede avevano creduto al progetto di rinnovare la destra.

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4 Commenti

  1. diego marchiori dice:

    Il rinnovo dei loghi è un’operazione di rebranding necessaria, quantomeno per questione di appetibilità elettorale, ma rischia di essere vana se parimenti non si rinnovano le strutture organizzative dei partiti stessi. Le strutture organizzative, per rinnovarsi, hanno bisogno di persone che sappiano unire attorno a ideali forti, ed abbiano anche spiccate capacità organizzative.
    Alla destra-centro non mancano certo gli esperti di comunicazione e marketing politico, ma si sapranno trovare/selezionare le persone giuste per essere rappresentativi a livello politico, economico e culturale?

    dicembre 8, 2017
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  2. maurizio manfredi dice:

    Concordo con quanto detto da Diego. Da uomo esperto di pubblicità, comunicazione e marketing, trovo talune sue osservazioni più che coerenti. Il mio timore è, invece, che dall’interno ci siano ancora visioni nostalgiche, del tutto incoerenti e inaccettabili con i tempi attuali. Forse, e dico forse, c’è ancora qualcuno, parlo della vecchia nomenclatura che era ai comandi del partito, che, pur di non perdere la ” carega “, frutto di voti o consenso derivanti dall’elettorato ” preistorico “, imponga determinate scelte! Non sò come la pensiate ma, se rispondete al mio commento, ne sarò felice e ne farò tesoro! Ciao a tutti.

    dicembre 12, 2017
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  3. Eugenio Pio Botti dice:

    La metamorfosi :
    dal bruco a farfalla, in natura è prevista !
    In politica ?
    Non è sufficiente …..se non accompagnata da uno sdoganamento mentale del passato .
    Il passato è la storia ( maestra di vita )
    Il futuro va pensato e costruito.

    dicembre 13, 2017
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  4. Antonio Pantano dice:

    ed ora che il Berlusca massone ha chiarito che dovrà subire un “concordato” Gentiloni massone, che faranno i due tapini citati ? Certamente il Salvini raddoppierà i voti insieme con i tapinetti di Casapound, ma il CLAN mal/destro naufragherà !

    dicembre 14, 2017
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