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Trump e Putin

Lettera Politica N. 708

Rari sono gli avvenimenti correttamente riportati dalla stampa italiana che fa da cassa di risonanza a quanto scrive la grande e “attendibile” stampa d’oltreoceano, ferocemente opposta a Trump. Così in Italia si ha una visione distorta di quanto accade nell’economia americana. I provvedimenti economici di Trump, che avranno effetto anche in Italia, riscuotono lo scherno dei giornaloni, riflesso di quanto scrivono CNN, NBC ecc. Ma la realtà è differente.
Essi, nonostante la dura opposizione di una magistratura più politicizzata della nostra, vanno sortendo i loro effetti. La borsa è ai massimi storici e l’economia è in ripresa. Molte imprese allettate dagli sgravi sono rientrate negli USA o hanno deciso di installarvisi.
In politica estera Trump avrebbe trovato un modus vivendi con Putin, ma l’assurda canea anti-russa fomentata dai Soros, Obama, Clinton & c. ha impedito qualsiasi accordo. Anzi ha aumentato le tensioni. Chi ci è andato di mezzo sono stati i paesi europei, obbligati a instaurare sanzioni contro la Russia col risultato che Putin è stato costretto ad un accordo con il nemico storico della Russia, la Cina, e costringe gli USA alla difensiva.
Vladimir Vladimirovich Putin finora non ha sbagliato una mossa. Con l’appoggio della popolazione locale ha ripreso la Crimea, “riviera” degli zar e sede della più importante base navale della ex URSS. Poi è andato a dare appoggio al babau Assad in Siria. Si è fatto dare due basi sul Mediterraneo per 50 anni, anche questo sogno degli zar; ha fatto vincere il reprobo e ha mostrato in azione le sue nuove armi vendendole a paesi fuori dell’orbita USA.
Siccome gli appioppano le sanzioni, risponde con colpi di spillo contro gli USA: aiuta a Maduro; parla di riaprire le basi ex URSS a Cuba; offre consulenza con la Cina all’Unione degli stati africani per risolvere i loro problemi; vende armi al Brasile; fa accordi per una base militare russa nel Corno d’Africa; spedisce una missione di navi militari in Birmania. Senza contare che con il nuovo asse Mosca-Pechino partecipa al maxi-progetto della nuova “Via della seta” con la ferrovia che collega la Cina con l’Europa.

L’America risponde come può. La sua mentalità puritana ogni tanto genera mostri, come la mania anti-russa o quella di scoprire molestie sessuali di mezzo secolo fa che ha anche avuto risvolti criminali, come quando la Clinton ha pagato 500 mila dollari a due sconosciute perché testimoniassero che Trump le aveva molestate.
Trump tiene fede al suo programma. Il colpo più grosso è stato la riforma fiscale che lascia nelle tasche dell’americano medio discrete somme di denaro che dovrebbero vivificare l’economia globale e che ravviva l’interesse degli operatori economici per gli investimenti negli Stati Uniti. Esperti tedeschi hanno già espresso preoccupazione per gli effetti del nuovo regime fiscale USA. Del resto Trump non fa mistero della poca considerazione per la Merkel e della visione dell’euro come quella di un marco “grossolanamente svalutato” (Peter Navarro) per fregare gli Usa, i paesi europei più piccoli (Italia compresa) e favorire la Germania.
“America first” dice Trump. E per questo conduce una politica da cowboy, con mosse talora non diplomatiche, come il riconoscimento di Gerusalemme capitale d’Israele o riducendo il contributo all’ ONU. In questo egli è molto americano. Vale la pena di citare Gregor Von Rezzori: “L’ eroe del western galoppa verso la città-la città che vuole costruire, purificare dal male, di cui vuol fare ANTHROPOLIS , la città dell’umanità”. È lo spirito che muove Trump, molto cowboy rispetto ad Obama, non americano, di incerta provenienza e di incerta religione. Negli ultimi tempi, forse anche vista l’azione russa verso la Corea del Nord e gli sviluppi dell’alleanza sino-russa, la politica verso Mosca pare cambiare. Speriamo che il 2018 porti consiglio.

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2 Comments

  1. adelmo
    adelmo Gennaio 22, 2018

    Personalmente toglierei l’embargo alla Russia che a l’Italia nuoce gravemente all’economia, lavoro , turismo ecc…
    Sono igovernanti che hanno studiato tanto che fanno cazzate daneggiandoci, se governava un contadino o massaia mai avvrebbero accetato di fare l’embargo. E’ come tagliarsi i coglioni per far dispetto alla moglie, e tra i due litiganti il terzo gode. Adelmo-

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Gennaio 23, 2018

    Il centrodestra dovrebbe impegnarsi, una volta al governo, a muoversi per togliere le sanzioni alla Russia ed aprire una fruttuosa relazione di scambi economici. La provincia di Verona è tra le più penalizzate dall’assurda scelta delle sanzioni.

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