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Un Presidente eletto dal Popolo; venti Regioni liberate dal malgoverno

Lettera Politica N. 178


Abbiamo un impegno: raccogliere le 50mila firme per ogni proposta di legge di iniziativa popolare di Fratelli d’Italia per rendere più efficace la nostra Costituzione. La più importante – per me – è quella dell’elezione diretta del Capo dello Stato. Una trasformazione che cambia l’assetto della Repubblica e che si deve obbligatoriamente collegare all’autonomia delle Regioni. E’ giunto il momento di dare al Veneto e a tutte quelle Regioni che lo vogliono, più potere. Un’autonomia richiesta dalla stragrande maggioranza di noi Veneti che l’abbiamo domandata pacificamente attraverso il voto referendario. A quanti temono che un’aumentata autonomia metta in pericolo l’unità nazionale rispondo che – nella realtà – è la mancata autonomia il pericolo reale di implosione. Settantaquattro anni di Repubblica hanno amplificato il divario fra Nord e Sud. Classi dirigenti inadeguate, assenza di investimenti utili, voto di scambio e clientelismo diffuso hanno impedito al Sud di esprimere il potenziale che ha. Bisogna voltare pagina e far sì che il cambio sia importante e percepibile.
Il Veneto deve poter correre alla velocità imposta dalla competizione globale; deve poter investire di più per i propri cittadini (ad esempio come sostegno alla natalità); deve poter aiutare i giovani imprenditori e le giovani partite Iva; deve poter attrarre capitale e imprese dall’estero senza le lungaggini di un Mise incapace di gestire qualunque dossier. Guardate i dati più recenti: dove nascono più figli? A Trento e Bolzano. Dove cresce di più il Pil? Lungo le direttrici della Tav. Dove costa meno la macchina pubblica? Nel Veneto. Dove funziona meglio la Sanità? Nel Veneto.
Il Veneto deve poter investire sui Veneti: non è più accettabile che la spesa pubblica pro-capite sia nella nostra regione appena di 2.802 euro quando in Sicilia è di 4.529, in Sardegna di 5.716, in Calabria di 3.967 ed in Puglia di 3.547. Per non parlare dei 16.316 € a disposizione dei cittadini del Trentino-Alto Adige , dei 5.168 del Friuli Venezia-Giulia o i 9.388 della Valle d’Aosta. Queste disparità non sono più accettabili e, al Nord come al Sud, debbono cessare.
Dare più potere al Veneto significa costruire nuove opportunità per tutto il Paese: nonostante il freno a mano tirato, siamo una delle locomotive d’Europa. Lasciarci correre, conviene a tutti.

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One Comment

  1. Roberto
    Roberto Febbraio 28, 2020

    Il concetto di uguali diritti e uguali doveri è la base di un a democrazia o tutti o nessuno.

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