Verona scende in classifica


Lettera Numero: 148

E’ preoccupante l’ulteriore passo indietro fatto da Verona nella classifica sulla qualità della vita dei capoluoghi italiani stilata come ogni anno da Legambiente e il Sole 24 ore: arretra dal 45° al 67° posto su cento posizioni.
Sono diversi gli elementi che producono questo risultato.
Ci sono pochi alberi in rapporto al numero di abitanti. Eppure ogni tanto si vedono gli addetti dell’Amia che ne tagliano qualcuno con la scusa che è malato. Dicono che per ogni albero che viene tagliato provvedono subito a rimpiazzarlo con uno nuovo. Evidentemente non basta. E’ necessario cambiare sistema.
Poi c’è la raccolta dei rifiuti. Siamo sotto la media nazionale per la raccolta differenziata porta a porta. Da valutare però gli alti costi di questo tipo di raccolta. Forse bisognerebbe prestare attenzione ad altri sistemi innovativi che superano sia la differenziata che gli inceneritori.
E poi Verona non è più pulita come una volta. Colpa della maleducazione, ma anche dell’inefficienza dell’Amia. Manca personale, si giustificano. Le leggi…i sindacati… il deficit…Ma i cittadini la tassa rifiuti la pagano. E allora…che provvedano in qualche altro modo.
Anche per la qualità dell’aria non ce la passiamo bene. E’ un discorso complesso, passa per la mobilità, per le scelte urbanistiche e per la cultura ambientale dei veronesi. Ma è un problema che va affrontato e risolto, mobility day a parte.
Sono poche anche le piste ciclabili. Ed anche l’adozione della filovia elettrica non è considerata un elemento risolutivo dai “giudici” della qualità dell’ambiente.
Infine c’è un terzo dell’acqua che scorre nelle tubature di Acque Veronesi che viene sprecata da perdite della rete idrica. Un danno enorme, sia dal punto di vista ecologico che economico.
Qualcosa bisogna fare per risalire la china. Magari cominciando dalle piccole cose, come quella di far spegnere il motore ai semafori o multare le soste inoperose. Magari con una campagna di educazione/sensibilizzazione sulla gestione dei rifiuti e organizzando la repressione dei comportamenti scorretti.

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4 Commenti

  1. Raffaele dice:

    La prima cattiva abitudine che occorrerebbe combattere è il dilagare dei comportamenti anarchici e strafottenti dei cittadini che colpevole le Istituzioni Nazionali quanto quelle locali ignorano totalmente le regole di vita sociale, Promuovere la formazione di comitati di quartiere che adeguatamente supportati dalle Istituzioni locali potrebbero effettuare una efficacia campagna di sensibilizzazione .

    novembre 1, 2018
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  2. Adelmo Pigaiani dice:

    Poche piste ciclabili…..quelle esistenti sono deserte, preferiscono andare in pericolo su strada dove circolano automezzi.
    Piuttosto educazione ai fetenti proprietari di cani che lasciano escrementi un po ovunque e che guardano compiaciuti il cane che fa la pipi contro le spalle di porte/portoni di case e negozzi , e guai se apri bocca, fanno gli offesi.

    novembre 4, 2018
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  3. Roberto Gallo dice:

    Non è mia ma la condivido totalmente.
    “L’italia è quello strano paese dove i cittadini vogliono il gas in tutte le case, ma non vogliono i gasdotti.
    È quello strano paese dove non si vogliono i rifiuti in strada, però non si vogliono gli inceneritori.
    È quello strano paese dove si chiede a gran voce il petrolio per poter raffinare la benzina per le nostre automobili, ma poi non si vogliono le raffinerie.
    È quello strano paese dove tutti chiedono il miglioramento della viabilità, ma poi si bocciano nuovi viadotti, trafori, passanti.
    È quello strano paese dove si chiede a gran voce il trasporto su rotaia per alleggerire l’inquinante traffico su gomma, poi si boccia la TAV.
    Andate a piedi e in bicicletta, scaldatevi a legna, sotterrate le immondizie nel vostro giardino….e votate PD!”

    novembre 5, 2018
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  4. Adelmo Pigaiani dice:

    Bravo Sig.Roberto, e tutto vero, condivido totalmente.

    novembre 8, 2018
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