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VERONA VERSO IL 2017

Lettera Politica N. 103

I risultati di questa tornata amministrativa possono servire a capire che cosa succederà fra poco meno di un anno a Verona. Dobbiamo prenderli come un sondaggio, facendo sintesi dei vari dati. Soffermarsi su quel che è successo a Roma o a Milano non serve. Sono situazioni diverse da quella veronese. Bisogna cogliere le tendenze degli elettori. Questo sì ci può aiutare ad orientarsi in vista della scadenza della prossima primavera.

Il primo dato che balza all’occhio è il risultato negativo del Pd. Renzi perde colpi. La sua operazione trasformista non piace al tradizionale elettorato di sinistra. E non sfonda al centro. Il Pd prendeva più voti con Bersani, genuino ex comunista. Con Renzi ne perde. E a ottobre c’è il referendum. Lì il premier si gioca tutto. E per vincere s’inventerà l’impossibile: dai soliti 80 euro pre-elettorali, che ricordano tanto le scarpe che Lauro regalava a Napoli, a qualche altra delle sue balle fotoniche.

Se Renzi si gioca tutto col referendum, questo vale anche per il centrodestra che può trovare solo nella battaglia per il NO alla riforma costituzionale l’elemento unificante in sostituzione del leader che non c’è. Il centrodestra, piaccia o no, è maggioranza nel paese. Soprattutto in Veneto. E a Verona. Se il centrodestra si presenterà unito non ce ne sarà per nessuno.

Ma a Verona il centrodestra è unito? Stando agli ultimi avvenimenti pare di sì. Lega, Forza Italia, F.d.i., L’Officina, Battiti, Conservatori Riformisti, Futuro Popolare si sono ritrovati per la prima volta tutti uniti attorno al Comitato veronese per il NO per combattere tutti assieme la battaglia referendaria. Prove generali per un centrodestra unito anche nel 2017. Qualcuno da Palazzo Barbieri obietta che non è vero, che manca Tosi. Ma come si fa a considerarlo ancora in quest’area dal momento che si è schierato apertamente con Renzi su questioni fondamentali, sia di carattere etico che politico ( unioni civili e riforma costituzionale) ed ha dichiarato il suo impegno per il SI al referendum?

Saranno semmai i “tosiani” di centrodestra, a dissociarsi da Tosi. A cominciare dalla battaglia per il NO al referendum. Dopo sarebbe troppo tardi.

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2 Comments

  1. Beppe Giuliano
    Beppe Giuliano Giugno 10, 2016

    Ottimo spunto, Paolo. Provo ad aggiungere un po’ del mio.
    Problema leadership. E’ il nodo centrale. Saranno unite le formazioni del Centrodestra scaligero sul Referendum, ma perchè in ballo non c’è un ruolo vero, personale, fisico da conquistare. Una volta stabilito se “Fare! ” è dentro o fuori dalla coalizione del Centrodestra 2017, bisognerà decidere chi correrà per diventare sindaco. Dovrà confrontarsi con un candidato tosiano (assai probabile), con una candidata del Centrosinistra (l’onorevole Rotta è una delle papabili e comunque io prevedo una candidatura al femnminile per “sfondare” in quel centro da tutti ambito), e con un Cinque Stelle.
    Questa figura può rompere gli schemi tradizionali, tanto gli elettori fanno quello che vogliono e non quello che immaginano partiti e osservatori: una bella faccia giovane, pulita, una brava ragazza che tranquillizzi e faccia pensare al futuro ed alla cosa pubblica..
    Chi ci mettiamo contro? E’ il momento di parlarne.
    Si faranno avanti gli onorevoli in carica; quelli del passato che provengono dal vecchio establishment democristiano; si candideranno assessori regionali, provinciali, chi ha lavorato nel Consiglio comunale in questa legislatura e nelle precedenti. Tutti bravissimi, per carità. Tutti dalla lunga militanza e carriera. Tutti perbene. Tanti casa e Chiesa. Perfetto. Ottimo.
    E noi mandiamo una figura così – sottolineo: un politico della Seconda Repubblica che sarebbe stato tanto bene nella Prima – contro figure fresche e giovani da Cinque Steelle et similia?
    Un politico (figura che io rispetto, sia chiaro) contro un antipolitico “vergine”?
    Io temo che questa proposta – la più semplice, la più facile, la più politica, quella giusta per gente come noi – al pubblico veronese, ai giovani che iniziano a votare, alle madri di famiglie preoccupate per il lavoro dei figli e dei nipoti, non serva. Non conquisti, non scaldi i cuori. Non convinca. Meglio un giovane, o una giovane, piena di volontà, tranquilla, che voglia cambiare che uno dei soliti, che abbiamo già votato, che abbiamo già conosciuto: questo il pensiero.
    Possiamo dire che a Verona i Cinque Stelle pesano poco. Ma basta una bella faccia pulita e i dati delle precedenti elezioni non valgono più.
    Meglio iniziare a cercare nella città figure nuove, che abbiano avuto una storia professionale propria, che non l’abbiano pescata nel circuito delle relazioni che tanto premia le città chiuse come la nostra, che non abbiano vissuto di politica sino ad oggi, che abbiano energia e voglia di cambiare. Che parlino ai nonni ed ai nipoti, alle giovani donne che non possono fare figli perchè la nostra città non premia chi li fa, che puntino ad una scuola veronese proiettata nel futuro e capace di combattere il disagio profondo che la pervade, ma che il sistema nasconde sotto il tappeto. Non mi importa se il loro passato è tutto di area oppure no. Mi interessa che nel 2017 vogliano farsi carico di Verona e portarla avanti con coraggio e determinazione. Prima le cerchiamo queste persone e meglio è!

    • Alberto
      Alberto Giugno 11, 2016

      Come non essere d’accordo con quanto scritto da Beppe Giuliano…solo se la destra saprà riunire le sue FORZE e presenterà una persona nuova, che rompa col passato, con tutti i giochi politici, con le nomine imposte dall’alto, la paura di perdere “potere territoriale” e, tutto quanto ha fatto solo del male alla destra (non solo veronese) si potrà parlare di futuro e di possibilità di governare una città che ha sempre dato, voluto ed insegnato qualcosa di destra.
      Pertanto auguro che il sole risorga anche a Verona e che sia una nuova alba per il futuro dell’Italia.

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