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Agsm: si apre una capitolo nuovo

Lettera Politica N. 194

Si chiude la vicenda AGSM con le nomine dei vertici della nuova società risultante dalla fusione delle multiutility di Verona e Vicenza. Non si chiamerà Muven, come ipotizzato in un primo tempo, ma Agsm-Aim. E’ un’importantissima realizzazione che Sboarina potrà presentare nel suo carnet di sindaco. Ed è un primo segnale per il rilancio di una città che già prima del Covid era ferma da troppo tempo. 
Il parto non è stato facile. Un’azienda come l’Agsm faceva gola a molti. E l’A2A di Milano, un colosso del settore energia, le aveva messo gli occhi addosso. Sarebbe stato un altro gioiello di famiglia che andava perduto. Se l’operazione non è riuscita lo si deve alla politica. Alla tanto bistrattata politica. Fosse stato per certi ambienti industriali Verona avrebbe perso un altro gioiello di famiglia. E’ stata la politica a fare gli interessi dei veronesi, non altri. Perché, alla faccia di quelli che la denigrano, piaccia o non piaccia, gli interessi dei cittadini sono rappresentati dalla politica. Non da altri centri di potere. A maggior ragione quando si tratta della più grande azienda pubblica della città.
L’Agsm-Aim, per fatturato e massa critica, attraverso un’intelligente strategia industriale, commerciale e di aggregazioni territoriali può diventare un’azienda leader del settore. Sarà a guida veronese: il presidente sarà Stefano Casali, già vice-sindaco di Verona e consigliere regionale, politico serio, onesto e affidabile. Il consigliere delegato sarà Stefano Quaglino, manager piemontese con grande esperienza nel settore energia. Vicenza, che per dimensioni è socio di “minoranza”, sarà adeguatamente rappresentata e coinvolta. La prospettiva più interessante sarà quella di proseguire la politica di aggregazione mediante una fusione con “Dolomiti”, la multiutility di Trento e Bolzano. In questo caso Verona sarà centrale per dimensione e collocazione geografica. Sarà questo un passo fondamentale per restutuirle quel ruolo che la marginalizzazione regionale e troppe scelte sbagliate le hanno sottratto.

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4 Comments

  1. Gianna Montresor
    Gianna Montresor Gennaio 8, 2021

    Mi fa piacere!
    Buon lavoro ai nuovi nominati.

  2. Manlio Montagna
    Manlio Montagna Gennaio 9, 2021

    Non capisco perchè dovrei esultare. In un recente passato ho disdetto tutti i contatti che avevo con Agsm per la fornitura di luce e gas , in quanto esageratamente cari, e sono passato ad Enel. Inoltre, preferirei che i soldi delle mie tasse non fossero usati per creare società sostanzialmente speculative e finanziarie come Agsm

    • OfficinaAdmin
      OfficinaAdmin Gennaio 9, 2021

      Non ho mai confrontato il costo delle bollette. Ti credo, anche se essendoci il libero mercato credo che siano passibili di variazioni continue. In ogni caso la mia valutazione è politica. AGSM è la più grande azienda pubblica di Verona. Dà lavoro a 1000 persone. Riversa sulla città finanziamenti per circa 500 milioni l’anno ed ha ripianato spesso i deficit del comune e di altre aziende comunali. Con la fusione con Vicenza sarà ancora più forte e più importante e potrà dare benefici a Verona ed al suo territorio. Per questo siamo contenti che sia a guida veronese, nella speranza, neanche tanto remota, che possa diventare il centro di una più ampia aggregazione territoriale.

  3. Manlio Montagna
    Manlio Montagna Gennaio 19, 2021

    Caro Officina Admin,
    Piuttosto che farsi ripianare i deficit da Agsm, il Comune di Verona e le altre aziende comunali farebbero meglio a non farli addirittura. Ogni volta che un sindaco ha dei soldi, li spende in una miriade di cazzate, tipo le piste ciclabili lunghe 50 metri o la tranvia, ma gli esempi sono infiniti .Penso che il primo compito di Agsm, che ne possa giustificare l’esistenza, sia procurare energia e gas a buon mercato ai cittadini. Se non riesce a farlo, non serve a nulla. Le speculazioni finanziarie non sono compito degli enti pubblici.

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