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I cattolici al ballottaggio

Lettera Politica N. 116

Il Vescovo di Verona si è espresso sul ballottaggio di domenica 25 giugno. Intervento conciso, preciso, pragmatico che i cattolici, specie quelli tentati dalla scheda bianca, dovrebbero leggere.

Il Vescovo guarda in faccia i veronesi e vede “le famiglie allo stato di disperazione per disoccupazione o in pesanti difficoltà nella gestione di figli gravemente disabili”. E’ chiaro il riferimento alla veronesità del voto: i veronesi devono tornare ad essere paroni a casa nostra.
Questo il passaggio centrale per capire il senso del discorso: “A livello amministrativo Verona basta a sé stessa. Decidano i Veronesi. In piena libertà. Con senso di responsabilità e di crudo realismo, senza diktat da capi-partito estranei alla cultura e alla sensibilità di Verona e senza l’ombra cupa di poltrone da occupare e di clientelismi da salvaguardare, in vista del cui obiettivo elaborare alchimie innaturali”.
E’ chiaro che l’indicazione di Renzi che il Pd veronese deve votare per la morosa di Castelfranco Veneto sa di “alchimia innaturale”. Un accordo che si denunciava da tempo e confermato dal documento del Pd in cui indica ai suoi di “andare a votare ma non per Sboarina”.
Chi invece ha a cuore la famiglia ha le idee chiare. Ben venga allora il comunicato dei rappresentanti del Family Day di Verona in cui annunciano che “è importantissimo andare a votare” e “fondamentale votare Sboarina, che non è soltanto “il meno peggio”, ma colui che convintamente crede nei nostri valori. Nel caso in cui vincesse, tali valori potrebbero essere incarnati in persone vicine al Comitato Difendiamo i Nostri Figli”. E tra queste persone ricordiamo i candidati de L’Officina Paolo Padovani e Leonardo Ferrari.
Per cui se per il Vescovo (e non solo) è prioritaria l’istituzione dell’assessorato alla famiglia, è chiaro che ciò sarà possibile con un candidato che sa di che famiglia si parla e che cos’è Verona.

C’è un ultimo punto sottolineato dal Vescovo: “Auspichiamo una amministrazione incorruttibile, in umile e competente servizio dell’intera cittadinanza”. Evidente il riferimento alle vicende di corruzione del comune di Verona.
I cattolici  devono essere consapevoli che domenica prossima si sceglierà tra la discontinuità e la prosecuzione di quel sistema di potere che il 20 febbraio del 2014 Orietta Salemi, consigliere comunale del Pd,  denunciava rivisitando un’affermazione di Orazio: “nunc est lugiendum”( è il momento di addolorarsi).
Ebbene noi, sempre con Orazio, il 26 giugno vorremmo gridare “nunc est bibendum” e brindare alla sconfitta del disegno di un uomo solo al comando.

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8 Comments

  1. Domenico Francullo
    Domenico Francullo Giugno 20, 2017

    “A livello amministrativo Verona basta a sé stessa. Decidano i Veronesi. In piena libertà. Con senso di responsabilità e di crudo realismo, senza diktat da capi-partito estranei alla cultura e alla sensibilità di Verona e senza l’ombra cupa di poltrone da occupare e di clientelismi da salvaguardare, in vista del cui obiettivo elaborare alchimie innaturali” ma questa affermazione del Vescovo si può interpretare ampiamente contro Salvini che è venuto a Verona più volte e che ha già dato dimostrazione ampia di dictat. Certo che tirare in ballo il Vescovo non rende onore. Forse per questo un amico della vecchia destra storica mi hanno detto che si è allontanato dall’Officina. Buon voto a tutti.

    • Diego Marchiori
      Diego Marchiori Giugno 21, 2017

      È sicuramente un’alchimia innaturale l’appoggio del PD a Tosi.
      Salvini è venuto legittimamente a sostenere il candidato sindaco nella cui coalizione c’è anche la Lega Nord.

  2. Francesca
    Francesca Giugno 20, 2017

    Complimenti per aver puntualizzato i contenuti del Discorso del nostro Vescovo, senza commenti negativi sulla Candidata avversaria venuta dall’est……
    Mi auguro che i veronesi usino il buon senso , come appunto chiede il Vescovo!
    Lei , signor Diego , mantenga quel bel sorriso e porti avanti con determinazione quanto ha iniziato .
    Una nonna ottantunenne La saluta , Francesca

    • Diego Marchiori
      Diego Marchiori Giugno 21, 2017

      Grazie signora Francesca.

  3. giancarlo
    giancarlo Giugno 21, 2017

    Ho letto e ne sono orgoglioso di quanto esprime il ns Vescovo, però non viene detto nell’articolo in quale occasione,(con data) il Vescovo ha esternato il suo pensiero .
    La famiglia è il motore della società. Vanno sostenuti coloro che non cambiano casacca per una poltrona , ma sostengono i principi espressi nella Dottrina Cattolica.
    Buon lavoro a tutti . pace e bene. Giancarlo

    • Diego Marchiori
      Diego Marchiori Giugno 21, 2017

      Il messaggio del Vescovo è stato riportato su varie testate come l’Arena e Corriere di Verona. La fonte principale è l’edizione della scorsa settimana di Verona Fedele.

  4. silvio fontanini
    silvio fontanini Giugno 21, 2017

    Buona la lettera del Vescovo, che fino a prova contraria è veronese. Il signor Domenico Francullo, che porta un cognome veronesissimo, è liberissimo di essere laico o laicista. Non pretenda però che “destra” debba per tutti significare laicismo . La destra politica deve reiventarsi e dovrebbe permettere che pure i credenti di religione cattolica , ortodossa ed ebraica possano trovare a destra il loro ambito politico e dare il proprio apporto culturale, in un confronto aperto e rispettoso tra le diverse componenti identitarie anti-comuniste ( per chi non se ne è accorto, il totalitarismo comunista esiste ancora, soprattutto sul piano culturale ).

  5. Giovanni Saoncella
    Giovanni Saoncella Giugno 22, 2017

    Non ho letto il discorso del nostro Vescovo ma ritengo abbia il diritto di averlo fatto (possiamo forse separare la vita morale dalla vita sociale?) e di auspicare la soluzione di determinati problemi. A ben leggere quanto riportato, le considerazioni politiche del discorso possono adattarsi a diverse interpretazioni ma non capisco perché si debba considerare “alchimia innaturale” l’indicazione di voto di Renzi e si debba invece considerare “precisa e pragmatica” l’indicazione di votare per Sboarina (figlio) che, tra l’altro, viene definito “il meno peggio”; ma perché spesso, troppo spesso, siamo costretti a scegliere in tal senso? mi rifiuto di credere che fra i politici esistano solo dei “meno peggio”!
    Per quanto riguarda l’auspicio finale del Vescovo, nulla di più ovvio; quanti di noi, amico Marchiori, vogliono “… una amministrazione corruttibile arrogante ed incompetente e che non sia al servizio dell’intera cittadinanza”?

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