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Comunicato Stampa 09/12/2015

Lettera Politica N. 0

Apprendiamo con stupore della notizia che a San Giovanni Lupatoto è stato
acquistato all’asta, dall’Associazione Islamica nazionale degli Imam, un
fabbricato per il valore di 450mila € che secondo le intenzioni degli
acquirenti diventerà una scuola nazionale di formazione per Imam.
Apprendiamo con altrettanto stupore che la Curia di Verona, per voce del
Vicario episcopale per la cultura, abbia aperto con favore a tale ipotesi.
Non solo, ma apprendiamo con stupore che nelle ultime settimane Verona
sia stata sede di particolari iniziative in favore del mondo mussulmano:
– Venerdì 27 novembre al Festival di Dottrina Sociale della Chiesa
promosso dalla Fondazione Toniolo si è tenuta una conferenza dal
titolo: “la finanza islamica e il mondo occidentale” con esponenti
della finanza a mezza luna;
– Il 30 novembre è stata la serata di raccolta fondi per bambini orfani
dell’Islamic relief Italia che si è tenuta a Bussolengo dopo che il
Comune di Verona ha negato la sala per l’annunciata presenza del
discusso Omar Abdelkalifi, reo di aver pronunciato frasi anti-
occidentali, ma ritenuto dal promotore della scuola per Imam come un
“uomo dotto”;
– Il 7 dicembre si è tenuto invece un incontro alla Gran Guardia
promosso dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo
interreligioso, e il Consiglio Islamico di Verona, dal titolo “per una
città di Pace – insieme oltre la paura”.
Insomma, dal 13 novembre scorso quando l’Europa è ripiombata nell’incubo
del terrorismo di matrice islamica, Verona si è distinta per iniziative di
dialogo con i mussulmani. Ma ci chiediamo: quali mussulmani? Quelli che in
poche unità sono scesi in piazza con lo slogan “not in my name” o quelli che
invece si rendono silenziosamente conniventi con il sogno di Maometto di
conquistare il mondo?
E poiché l’Islam non ha un riferimento unico ci chiediamo: nel nome di
quale corrente teologica si farà l’eventuale scuola per Imam?
Tutto questo accade contestualmente al vile attacco alle nostre tradizioni in
cui si vorrebbe eliminare il Natale sostituendolo con la festa d’inverno
o ,anziché fare i canti natalizi, si propongono canti che nulla hanno a che
vedere con la nostra cultura. Per non parlare del presepe. E Il sincretismo
francese che ha voluto neutralizzare le religioni nel nome del qualunquismo
laicista non ci pare sia la soluzione più adeguata al contesto italiano e
veronese. Lo dimostrano le recenti elezioni regionali d’Oltralpe: laddove si
cerca di agire contro il popolo e la sua cultura, il popolo reagisce. Anche noi
de l’Officina reagiamo evidenziando la nostra rimostranza verso coloro che
promuovendo la pace di fatto intendono eliminare la nostra identità. Una
cosa è il dialogo con altre fedi, altra è il loro insediamento sul territorio.
L’Islam, e la predicazione dell’odio, non ha nulla a che vedere con il nostro
popolo e rilanciamo quindi ai cultori della religiosità multi-tasking questa
provocazione:
L’eventuale scuola per Imam sarà disposta ad ospitare nella struttura una
chiesa cattolica? Quale sarà il trattamento riservato alle donne? Quale sarà
la posizione della scuola verso quei mussulmani che intenderanno
convertirsi al cristianesimo, o ad altre confessioni religiose?
Noi de L’Officina siamo per il dialogo e per la pace, rifuggiamo ogni forma
di violenza, ma siamo intransigenti sul rispetto della nostra cultura, delle
nostre tradizioni e della volontà del nostro popolo.

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