Press "Enter" to skip to content

Destra e sinistra: la partita si gioca sull’immigrazione

Lettera Politica N. 610

La politica come la società è cambiata. Gli schemi che avevano caratterizzato il ‘900 sono superati.
Non ha più senso la contrapposizione fascismo/antifascismo, dato che il periodo nel quale i fascismi sono diventati protagonisti della storia europea si è concluso da oltre 70 anni. Né ha più senso, dopo la caduta del muro di Berlino, quella comunismo/anticomunismo. Il comunismo non esiste più, anche se degli elementi ereditati da quel grande movimento politico mondiale resistono sotto varie forme.
Allo stesso modo non ha più ragion d’essere la contrapposizione dei blocchi che aveva caratterizzato la seconda parte del secolo scorso con la “guerra fredda”. Le carte sono state rimescolate. Addirittura oggi, a ben guardare, Putin, nuovo zar di tutte le Russie, è più a destra di Obama.
La stessa contrapposizione datore di lavoro/lavoratore che aveva generato la lotta di classe non ha più senso. Oggi si stanno affermando, anche grazie alla crisi, il principio della collaborazione fra capitale e lavoro e forme di partecipazione, riconosciute come le soluzioni più avanzate per regolare i rapporti lavorativi. Chi vuole può andare a vedere chi le ha inventate.

Allora perché nel parlare comune si dice ancora “destra” e “sinistra?
Ciò risponde a un’esigenza comunicativa, a quella semplificazione che nel linguaggio si rende necessaria per intendersi rapidamente, anche se i due termini hanno perso molto della loro potenza evocativa.
Avevamo già detto in precedenti “lettere politiche” che la differenza fra “destra” e “sinistra” si basa essenzialmente sulla diversa posizione rispetto al concetto di eguaglianza che è ciò che fa sì che la destra sia “destra” e la sinistra “sinistra”.
Concetto che calato nella realtà è stato declinato in diverse forme. Oggi la questione principale che divide gli schieramenti politici è l’immigrazione.
E’ in rapporto a questo fenomeno che si svolgerà il confronto politico. La sinistra, alleata all’alta finanza, vuole aprire le porte alle masse di immigrati perché siamo tutti “cittadini del mondo” e non ha alcun senso distinguere fra europei e africani, fra italiani e arabi. Perciò vanno distrutte tutte le identità, sia quelle etniche, sia quelle culturali e perfino quelle sessuali per perseguire il meticciato,così da essere tutti “uguali”
La destra invece, interpretando il comune sentire dei popoli, ritenendo le diversità etniche e culturali una ricchezza frutto dell’ordine naturale e della storia, le vuole preservare, fermi restando i principi di giustizia sociale e legale, e si oppone all’immigrazione di massa, all’apertura indiscriminata delle frontiere per tutelare, prima di tutto, i diritti dei padroni di casa.
E’ quindi sull’immigrazione che oggi si gioca la partita. E’ questo l’oggetto del grande confronto che opporrà destra e sinistra nei prossimi decenni e su questo si vanno schierando e si devono schierare le forze politiche. Il successo dei grandi movimenti popolari della destra europea sono costruiti su questo. E l’Italia non può fare eccezione.

12618 visite totali 3 visite oggi

Like
Like Love AhAh Wow Sigh Grrr

9 Comments

  1. Nadir welponer
    Nadir welponer Dicembre 14, 2015

    La verità é che l’Europa conosce un Inverno Demografico di enormi proporzioni , a rischio é la sua stazza continentale , la sua produzione industriale , il suo Stato sociale , le sue scuole e ospedali e le sue pensioni . Nei prossimi 15 anni abbiamo ( tutti ) bisogno di 40 milioni di immigrati . Sarebbe meglio attrezzarsi ( come hanno fatto in Germania ) programmando , disciplinando , formando ,inserendoli anche culturalmente , nel rispetto della legalità e della nostra storia ma anche con lo spirito fraterno di conoscere la loro di Storia oltre che la loro deliziosa cucina

    • Paolo Danieli
      Paolo Danieli Dicembre 15, 2015

      L’Officina è onorata del commento di Nadir Welponer che, per chi non lo conoscesse, è uno dei politici che hanno fatto la storia della sinistra veronese e veneta, un uomo vero e coerente. E’ una persona onesta. Siamo amici, pur con storie e posizioni diverse, ci stimiamo reciprocamente per la profondità delle convinzioni e per la buonafede e, udite udite, siamo perfino d’accordo su moltissime analisi. Quando mollo le briglie ai miei pensieri andando oltre la realtà politica quotidiana e mi lancio a immaginare il futuro che vorrei per il nostro paese mi piace pensare a delle nuove sintesi in cui destra e sinistra, quelle vere, quelle pure si mettono a lavorare assieme per il bene del popolo. E allora non posso non pensare a Nadir Welponer. Uno che sa il fatto suo. Un politico che a confronto di tanti nanetti che frequentano oggi la politica è un gigante. Un uomo di sinistra che quando morì tragicamente Nicola Pasetto venne subito nella Federazione del Msi appena diventato Alleanza Nazionale a presentare a viso aperto e con grande dignità le sue condoglianze, sincere, non di facciata.
      E’ vero, Nadir: quello che dici è ciò che vogliono gli stessi che hanno ridotto così l’Europa. E’ il grande capitale, la finanza senza nome e senza patria, il nostro storico nemico comune a volere ciò che prevedi. E forse andrò proprio così. Arriveranno quei 40 milioni di africani ed arabi, si realizzerà il meticciato e gli europei non saranno più quelli che hanno popolato il nostro continente che, ricordiamocelo, va dall’Atlantico agli Urali, per migliaia di anni. Ma io non sono d’accordo. Io non mi arrendo. Io continuo a battermi perché ciò non avvenga anche se mi rendo conto che la lotta è impari.

  2. Francesca
    Francesca Dicembre 18, 2015

    Sono pienamente d’accordo con Lei , signor Danieli, sia sulla diagnosi/previsione relativa all’immigrazione , sia sull’ammirazione e rispetto per il signor Welponer che condivido pur essendo , io, una ottantenne nata di destra e che tale lascerà questa terra !
    Il constatare che la NOSTRA CIVILTÀ’ viene quotidianamente “ferita” da orde barbariche e il sentirmi impotente a difenderla , mi rende il tramonto della vita molto molto amaro ! Che Dio ci protegga !
    (Anche se so che Lei è ateo )

    • Paolo Danieli
      Paolo Danieli Dicembre 18, 2015

      Gentile Signora Provera, La ringrazio del commento e della condivisione, ma vorrei precisarLe che io non sono ateo. La mia formazione culturale è, come per tutti gli italiani/europei, cristiana. Croce diceva “come non possiamo dirci cristiani?”. Tuttavia i miei studi e le mie riflessioni sulla questione teologica e sul significato della vita, problemi che non credo che il cervello umano sia in grado di risolvere ma che comunque continuo a pormi, mi hanno portato ad una visione un po’ diversa, che per brevità potrei definire immanentista, non atea. Oltretutto per onestà intellettuale devo dirLe che le ricadute pratiche di questa mia visione ( vita, famiglia, società ) coincidono con quelle del cristianesimo.

  3. Claudio Zanasi
    Claudio Zanasi Dicembre 18, 2015

    Sole 24 Ore, 19 Agosto 2009, pag.21: “La banca d’Italia (Governatore Draghi n.d.r.) sostiene che al 2030, l’Italia ha bisogno di 12,5 milioni di immigrati”.
    Mi spiace per il Sig. Nadir, ma anche lui fa parte della folta schiera dei sinistrorsi che hanno sposato le tesi globaliste papaline e della finanza capitalista.
    Può darsi che ciò avvenga, ma non sarà in mio nome. Potrei dilungarmi pagine intere ad elencare validissimi motivi per cui non dovrebbe avvenire , ma ne citerò uno solo: ciò che è avvenuto nel corso dei secoli (immigrazioni-invasioni) non può avvenire nel corso di pochi anni. A parte il giudizio morale, la Storia dice che è il popolo più forte ad invadere quello più debole. E soprattutto dai sinistrorsi, ciò è considerato un male. Perchè dovrebbe essere considerato un bene se ad invadere sono i popoli più deboli? Le ragioni a favore possono invece essere sintetizzate in un semplicissimo concetto: ciò avviene: Perchè lo ha deciso la finanza capitalista. Alla faccia della solidarietà, del buonismo, del multiculturalismo, e di decine di altri neologismi creati all’uopo per mistificare ed ingannare le menti deboli.

  4. romolo sabatini scalmati
    romolo sabatini scalmati Dicembre 18, 2015

    Analisi politica lucida ed impietosa. Concordo con le tue osservazioni.
    MILLE AUGURI PER LE PROSSIME FESTIVITA’
    Che Dio – e non Francesco – ci protegga.

  5. Primo Siena
    Primo Siena Dicembre 19, 2015

    Caro Paolo, condivido la tua analisi política, aggiungendo che se oggi ha poco senso político la distinzione tra destra e política, resta peró sempre valida ls destra in termini ideali , spirituali e culturali, a partire dall’illuminismo che ha “avvelenato la cultura occidentale” fino ad oggi, come sostenevano il mio maestro Marino Gentile dalla cattedra dell’Università di Padova ed il mio amico scrittore rumeno-spagnolo Vintila Horia (del quale andrebbero riletti, almeno due libri tradotti anche in Itallia: “Considerazioni su un mondo peggiore” edito da Ciarrapico e “Viaggio ai Centri della Terra”, Ed. Mediterranea). Quanto all’immigrazione, credo che vada aggiunto un altro argomento: oenso che essa sia promossa e sostenuta dal capitale (che da parecchio tempo è un capitale apolide, senza patrie) che spera di avere con gli immigrati una mano d’opera a mercato piú conveniente di quella oferta dal lavoratore nazionale che coltiva una miglior coscienza del suo stato (grazie anche al malfamato “fascismo” italiano; basti pensare all’umanesimo del lavoro predicato da <Giovanni Gentile) e di conseguenza reclama maggiori salari adeguati alla sua dignità e competenza in relazione alla qualità della sua produzione.
    Un abbraccio dal lontano Santiago del Cile.
    Primo Siena (primosiena@mi.cl).

  6. alex
    alex Dicembre 20, 2015

    Non sono del tutto daccordo con le tesi esposte nella lettera politica.
    I termini fascista e comunista sono utilizzati ancora, in termine spregiativo il primo e positivo il secondo.
    Inoltre constato che portatrici delle istanze identitarie etniche-culturali ecc. sono la Lega
    in Italia e il Front National in Francia. Domando per la prima è giusto il termine di destra o di sinistra?Per la formazione francese “nulla questio”, anche se sono stati bollati entrambi come populisti, anche questo con accezione negativa.
    Inoltre è evidente che la destra e la sinistra sono storicamente e profondamente divise sui temi ad es. della cosiddetta identità di genere, etico-religiosi, in una parola come dev’ essere improntata una società.
    Daltronde, secondo me, una differenziazione deve pure esserci al di là del “volemose bene” altrimenti la società, la cultura, la vita sarebbero una melassa informe. Cioè saremmo tutti figli del “pensiero unico” e benvenuti nel mondo del politicamente corretto…
    Cordiali saluti.
    Alessandro Avanzini

  7. maurizio ragno
    maurizio ragno Dicembre 22, 2015

    Caro Paolo il backbone di cio’ che dici sul MONDO CHE E’ CAMBIATO, e’ verita’. Destra e sinistra non hanno confini cosi’ precisi come il filo spinato delle recenti frontiere, e le contrapposizioni tra esse sfumano intersecandosi, allora mi domando il perche’. Me lo domando prima dell’evento ’’profughi’’, poiche’ questa distinzione d’area era gia’ sfumata da tempo. La risposta caro Paolo, secondo me, sta nell’AVVENTO DELLE NECESSITA’, che vengono allo scoperto nei momenti in cui il pensiero umano si riaccende a causa della CRISI. Ma anche la crisi ha cambiato i suoi contenuti, ogni anno che passa aumenta la VELOCITA’ della INFORMAZIONE, togliendo margini alle PREVISIONI poiche sta arrivando sempre di piu’, prima l’informazione della previsione. Siamo forse diventati MAGHI? ? No! ! Sono le NECESSITA che esplodono incrociandosi ed alimentandosi sempre di piu’ di INFORMAZIONE. Esempio sia la famosa PRIMAVERA ARABA, iniziata con l’INFORMAZIONE dei SOCIAL sulle condizioni penose della societa’ civile araba, e finita con sanguinosi NULLA DI FATTO, che non hanno nemmeno abbozzato soluzioni alle NECESSITA’ delle popolazioni coinvolte. Unica sanguinosa eccezione la TUNISIA, con uno splendido NOBEL. La Spagna di oggi ‘’assaggia’’ la pluralita’ di pensiero, quindi anche li’ non piu’ DESTRA E SINISTRA SOLTANTO. L’INFORMAZIONE anche li’ ha fatto maturare idee e partecipazioni DIVERSE da quelle soltanto maggioritarie che condurranno a nuove battaglie politiche, talvolta anche UN PO’ FUORITEMPO, come le autonomie, ma questa e’ la FORZA della DEMOCRAZIA, con CORSI E RICORSI. Detto tutto cio’, non credo che i PROFUGHI faranno rinascere i confini tra destra e sinistra, loro, i profughi esprimono NECESSITA’, pertanto sara’ NECESSARIO RIPROGRAMMARE l’economia NAZIONALE, cosa in cui noi italiani non siamo proprio abilissimi, immersi come siamo in un immobilismo geriatrico e circondati e PROTETTI da una BUROCRAZIA IMBATTIBILE. Se e’ NECESSARIO far funzionare un paese non e’ piu’ possibile NON ENTRARE dentro il problema sventolando qualche bandiera colorata, occore capire le esigenze e provvedere e per fare questo non c’e’ DUCE, RAS, o BAFFONE che con la bacchetta magica riesca a farlo
    Saluti ed Auguri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *