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Finis Italiae!

Lettera Politica N. 576

Oggi non c’è più certezza di nulla. Né della pena da irrogare a chi delinque, né di un futuro migliore per i nostri figli.
Le leggi vengono sistematicamente violate. E non solo dai criminali, soprattutto stranieri, che scelgono di farlo nel nostro paese perché sanno che le pene saranno più miti e il carcere meno duro che a casa loro. La violenza torna ad essere protagonista nella vita di tutti i giorni, negli scippi, nelle rapine, nei furti nelle case e anche nelle manifestazioni di piazza, nelle aggressioni ai pubblici ufficiali, nelle strade, sui mezzi pubblici e negli stadi. Il governo, che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini, invasato da un ipocrita spirito caritatevole, vestito da falso buonismo e da un concetto distorto di democrazia, taglia le spese per la sicurezza e finanzia le operazioni militari per far arrivare sulle nostre coste sempre nuovi immigrati che poi per sopravvivere sono costretti a delinquere. Nelle città, nelle periferie, nei paesi la delinquenza sta diventando un problema insopportabile. Gruppi criminali italiani, ma in maggioranza di altre nazionalità, scorrazzano e predano tutto quel che c’è da rubare. Non si ha memoria di un senso di insicurezza e di autentica paura come oggi.
Il male di questa nostra società è essenzialmente la tendenza a deresponsabilizzare il singolo che commette il reato,  fino a trasformarlo, anche in caso di delitti efferati, in  una vittima.
Il genitore o il marito assassino diventa per assurdo vittima della follia, il sequestratore, il rapinatore drogato e assassino viene presentato come vittima dell’emarginazione, perfino per chi stupra si cerca di trovare una giustificazione andando a scavare nelle esperienze traumatiche del suo passato, giù giù, fino all’infanzia.
E’ giunto il tempo di invertire questa tendenza autolesionista, ribellandosi al conformismo imperante, teso ad un buonismo che diviene sempre più cedimento alla prepotenza del male e alla  ferocia dei criminali.
Il prezzo del crimine deve invece essere la pena, irrogata rapidamente e assolutamente certa. Soprattutto la legge deve tornare a fare paura a chi delinque altrimenti sarà il cittadino che dovrà difendere da solo la propria vita, la propria casa, la propria famiglia ed il sacrosanto  principio dell’inviolabilità del domicilio e della proprietà. E non lo potrà certo fare impugnando un bouquet di fiori.

 

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