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Gli stranieri nelle nostre culle vuote

Lettera Politica N. 648

Nel giro di un paio di generazioni l’Europa sarà irriconoscibile. Sarà un’altra cosa rispetto a quella che è stata per millenni. E ciò a causa della sostituzione della popolazione. Essa è determinata da due cause: la denatalità, che ha raggiunto livelli mai visti, e l’afflusso continuo di popolazioni africane ed asiatiche con culture e comportamenti completamente diversi da quelli degli europei.
Questi due fattori combinati assieme costituiscono una miscela esplosiva, devastante per il futuro del continente culla della civiltà del mondo.

In Europa nel 2015 le morti hanno superato le nascite: sono nati 5.100.000 di bambini, ma le morti sono state di più, 5.200.000 ( dati Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione Europea).
Nel 2008 erano nati 5.469.000 bambini, nel 2013 5.075.000, con un calo del 7%.
Ciò nonostante gli abitanti complessivi dell’Europa sono aumentati: da 508.300.000 a 510.100.000 per l’arrivo di 2 milioni di immigrati in un solo anno. Insomma, calano gli europei e aumentano africani ed asiatici: siamo alla sostituzione della popolazione.

In Italia non sono mai nati così pochi bambini come nel 2015: solo 485.000. Siamo, seguiti dal Portogallo, il paese europeo con il minor tasso di natalità. Ma anche i paesi dell’Est stanno subendo gravi cali demografici. E perfino in Germania negli ultimi cinque anni le nascite sono calate del 2,3%, oppure in Norvegia, paesi che non sono stati toccati dalla crisi finanziaria, a dimostrazione che la denatalità è legata, più che a fattori culturali più che economici. E qui va chiamata in causa una certa cultura libertaria e consumista connaturata al sistema turbo-capitalista globalizzato.

Case produttrici di pannolini, come la Kimberly-Clark e la Procter&Gamble che produce i Pampers, stanno convertendo la produzione sui pannoloni per vecchi. Il che significa che l’Europa, non rinnovando le sue generazioni, sta diventando un continente di vecchi, e perciò debole, preda per popolazioni più giovani e più povere. Questo processo è già cominciato. Pacificamente, per ora. Ma non è detto che possa trasformarsi in un processo violento. E un primo assaggio lo abbiamo con vari episodi di violenza di matrice islamica.

Mentre tutta la destra europea ha capito il pericolo che stiamo correndo, la sinistra, in nome del progressismo e del cosmopolitismo, ignora le conseguenze che denatalità e immigrazione avranno sulla nostra società e sulla vita nostra e dei nostri figli e sostiene scelte politiche che vanno ad intaccare tutti quei legami forti che determinano la forza di coesione di una società: dalla famiglia all’identità etnica, culturale, religiosa e finanche sessuale.
Il mondo cattolico, anziché costituire un baluardo contro l’invadenza musulmana, ha in merito posizioni diverse. Ci sono quelli, come il Papa, la Caritas e varie organizzazioni ecclesiali che sono favorevoli all’accoglienza indiscriminata e quelli che sono preoccupati. E’ il caso di un missionario, Piero Gheddo che prevede la conquista dell’Europa da parte dell’Islam a causa della denatalità e dell’apatia religiosa degli europei. O quello del cardinale libanese Bechara Rai o del cardinale Raymond Leo Burke che pure prevedono che i musulmani si prenderanno l’Europa con la fede e con la natalità.

Al di là delle diverse sfumature che caratterizzano le destre europee è, oggi più che mai, necessaria una presa di coscienza che individui nella grande battaglia per la natalità ed il blocco dell’immigrazione incontrollata il punto d’incontro e di partenza per la raccolta del consenso e la presa del potere in tutti gli stati europei.

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6 Comments

  1. PAOLO PADOVANI
    PAOLO PADOVANI Settembre 11, 2016

    Analisi perfetta ma purtroppo, quella che manca è l’azione, anzi la re-azione.
    In parte perché siamo un popolo “ipnotizzato” e comodamente seduto sul divano, in parte perché siamo vittime di un pensiero debole (nel quale il Cristianesimo e la Chiesa hanno enormi responsabilità assieme all’evoluzione liberal capitalistica della società) e pertanto non si vede la soluzione, almeno nel breve, nel lungo si dovrebbe provvedere ad una “rivoluzione culturale” della quale però non si vedono “uomini guida”.
    C’è poi uno Stato schiavo dei poteri che hanno interesse a questi flussi e sostituzioni di popoli che nulla fa per invertire la tendenza ben citata nell’articolo, anzi, la impone con arroganza contro il volere del popolo.
    La storia insegna che certi cambiamenti, importanti e profondi, avvengono solo attraverso avvenimenti traumatici e rivoluzionari; forse è giunta l’ora di alzarsi da quel divano…

  2. Diego Marchiori
    Diego Marchiori Settembre 11, 2016

    Condivido la diagnosi del problema: denatalità+immigrazione incontrollata = sostituzione della popolazione. Concordo pure sulla proposta di reazione politica: affrontare decisamente la denatalità, bloccare l’immigrazione incontrollata, e provvedere ad una rivoluzione culturale. Mi sento anche parte di quel mondo cattolico che vede con forte preoccupazione quanto sta avvenendo, e vedo con altrettanto sospetto chi sotto lo slogan del “costruiamo ponti” liquida tale preoccupazione con il giudizio (ben poco misericordioso e comprensivo) del “voi siete soltanto dei razzisti e populisti” . Non credo sia questione di razzismo, ma del sacrosanto diritto di autodeterminazione di un popolo al quale deve essergli riconosciuta la potestà di decidere quale futuro darsi. Credo che nessuno metta in dubbio che i migranti sono anzitutto persone (per riprendere un recente titolo di Verona Fedele), ma è sulla risposta che diamo a queste persone che si pone il grande problema del secolo: permettiamo a questi popoli che svuotino le proprie terre nel nome di un’accoglienza benevola quanto gravida di incognite e pericoli, o ci decidiamo per far in modo che così come il popolo italiano ha il diritto di autodeterminarsi, allo stesso modo i popoli del c.d. Terzo mondo possano finalmente prendere in mano le redini del proprio destino? La sinistra europea ed americana hanno già dato la loro risposta: accoglienza indiscriminata e ius soli. La destra a mio avviso una vera risposta non ce l’ha ancora. Ma si deve pur riconoscere alla Chiesa Cattolica di essere sul campo, spesso in prima linea laddove ONU, UNICEF, ecc. non vogliono arrivare, e con le sue innumerevoli opere sociali cerca di dare “terra, casa, lavoro” (per citare Papa Francesco) a popoli oppressi da governi corrotti e prosciugati dal nuovo volto del colonialismo rappresentato dalle potenti multinazionali. E’ pur vero che c’è chi anche nella Chiesa fa del cosmopolitismo un nuovo intoccabile dogma e tratta da eretici chi obietta, ma un conto è riconoscere l’inalienabile dignità a tutti, altro è pensare che tutto fa brodo. E’ il caso dell’Islam in Europa per esempio. E non posso che condividere quanto espresso da Gheddo, Rai, Burke, e tanti altri appartenenti a quella parte di mondo cattolico oggi silenziata, ma pur sempre presente.

  3. Davide
    Davide Settembre 12, 2016

    Analisi perfetta. Se posso contribuire con un solo riferimento: Piano Kalergi – interessi USA -Bildberg. L’Europa unità è una costruzione della finanza americana al fine di creare uno Stato unico privo di identità culturali e nazionali abitato da un meticciato da dominare socialmente ed economicamente.

  4. umberto
    umberto Settembre 12, 2016

    In realtà quello che non viene detto da nessuno è che i profughi sono in buone parte le elites dei loro paesi di origine, gente che può permettersi di pagare il viaggio ed ha dimestichezza immediata con telefonini ed altri aggeggi, per cui la loro accoglienza in Europa è in realtà un depauperamento dei loro territori natii. Il rimedio ci sarebbe , un nuovo colonialismo : .andiamo noi europei a civilizzare ed a fare progredire economicamente i paesi dell’ Africa creando infrastrutture economiche e non vendendo armi :,risolveremmo anche parzialmente il problema della disoccupazione. Certo, colonialismo è oggi un brutto termine , chiamamolo allora ” adozione ” .

  5. STELVIO DAL PIAZ
    STELVIO DAL PIAZ Settembre 12, 2016

    E’ l’attuazione del criminale ” piano Kalergi ” studiato e e previsto già negli anni ’20. Va detto con chiarezza senza tante perifrasi !

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