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Nessuno gioisca dello scivolone tedesco

Lettera Politica N. 611

I Tedeschi fanno tutto bene: progettano bene, pianificano bene, eseguono bene, vendono bene, ma poi fanno sempre un errore fatale.

È successo anche in campo automobilistico. Proprio quando la spocchia della Merkel era arrivata all’apice e stava dettando a tutti i compiti da fare ed era pronta a bacchettare le dita dei cattivi, eccoti che un imprevisto butta all’aria tutto.

Gli antichi direbbero che è entrata in azione Nemesi, la dea siriaca venerata da noi anche a San Giorgio Ingannapoltron, equilibratrice del mondo: non permetteva che durassero a lungo la troppa gioia, il troppo dolore, la troppa povertà, la troppa ricchezza. In questo caso ha fermato violentemente la galoppata della Germania verso la conquista economica dell’Europa. Non c’è dubbio che dopo aver virtualmente pappato la Grecia, la Germania si sarebbe rivolta verso qualche altro paese da divorare, fosse anche il nostro, sebbene nel nostro caso il boccone sarebbe stato un pochino grosso e indigesto.

Adesso, fallisca o no la VW, se la cavi o no il resto dell’industria automobilistica tedesca, le cose non saranno più come prima. In un crescendo wagneriano si sentono arrivare le Valchirie con annunci di morte per comportamenti tenuti dalla super Cancelliera in passato. Non avrà più tempo di fare i risolini ironici verso di noi con il suo lacché francese, ma dovrà chiedere aiuto anche agli altri paesi europei che prima aveva snobbato.

Però non possiamo gioire di quanto sta succedendo. L’indebolimento dell’economia tedesca porta ineluttabilmente a quello dell’economia europea e dell’economia italiana.

Specialmente nel Nord Italia c’è una fitta rete di interscambi economici con la Germania.

In Piemonte, venuto meno il trascinamento della Fiat, molte fabbriche dell’indotto automobilistico si sono convertite a fornitori delle case automobilistiche tedesche. Nel Nord-Est l’interscambio con la Germania è tradizionale per moltissime imprese. Una crisi dell’industria tedesca trascinerebbe anche tutto quel mondo che dal dopoguerra in poi ha faticosamente creato una rete importante di collegamenti economici che vanno dagli alimentari all’industria pesante e che hanno creato al Nord delle vere e proprie aree economiche che travalicano gli attuali confini e che formano le famose macroregioni economiche.

Esiste una macroregione può essere identificata in una vasta area che comprende il Triveneto, il Tirolo e la Baviera. E’ noto a tutti che la prosperità del Nord-Est e la sua resistenza alla crisi degli scorsi anni sono dovute proprio al fatto che le sue imprese di norma esportano ben oltre il 50% della loro produzione. Il venir meno di uno sbocco consolidato e dei rapporti pluriennali con la Germania, unito alla contrazione delle importazioni russe causata dalla sciagurata politica politica di Obama, sarebbero una vera catastrofe per la nostra economia.

Non ci resta altro che augurarci che, dopo questo forse salutare scossone, forse indotto pretestuosamente dagli Stati Uniti, l’economia tedesca ed in particolare l’industria automobilistica possano tener duro e continuare, magari un po’ ammaccate, il cammino brillante che stavano conducendo.

E’ un augurio che va fatto ai Tedeschi. Ma che va fatto anche a noi.

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6 Comments

  1. Primo Siena
    Primo Siena Dicembre 29, 2015

    Caro Giorgio, eccellente il tuo commento, sempre puntuale, informato e commentato con l’acutezza dell’ecnomista serio. Buon Anno dal lontano Cile. Spero di vederti a Verona il prossimo Aprile. Sursum corda.
    Primo Siena (primosiena@mi.cl)

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Dicembre 29, 2015

    Sono d’accordo anch’io con il nostro esperto di economia Giorgio Maria Cambiè, e mi fa piacere che dal lontano Cile s’associ all’approvazione anche Primo Siena. Chi non lo conoscesse – specie i più giovani- deve sapere che Primo Siena, veronese che abita a Santiago da alcuni decenni, è uno dei più grandi intellettuali della destra italiana, quella vera, quella politica, non economica né economista, sociale, popolare. Cattolico ghibellini, come ama definirsi, allievo di Giovanni Gentile, è uno degli uomini di cultura italiani che prima di altri ha saputo interpretare in chiave moderna le idee più profonde della destra italiana. Quella della Volkswagen %CH?tB`q3sB06Pto a problematiche ben più pesanti. Comunque anche qui è importante, come ha fatto Cambiè, esercitare un’autonomia di giudizio che ti distingua dal gregge.

  3. alex
    alex Dicembre 29, 2015

    Con una discutibile decisione sono state depennate dalla classifica di auto dell’ anno, auto italiane come l Alfa Romeo Giulia, la Ferrari 488 Gtb e Fiat Agea/Tipo con la motivazione stravagante che non in vendita in 5 Paesi europei.
    Ciò fa il paio con il cd dieselgate ovvero delle auto del gruppo Volkswagen con consumi ed emissioni di Co2 falsati che investe altre auto del brand: Audi, Seat e Skoda.
    La questione investe anche i modelli più popolari ad esempio Golf sia benzina che diesel fino ai più noti modelli Audi, Skoda e Seat.
    Che dire ? Se Atene piange Sparta non ride.
    Non mi addentro in difficili disquisizioni tecniche che riguardano i limiti di omologazione previsti dalla normativa che tuttavia variano da paese a paese e continente.
    Anche se la Casa oggi nel ciclone sta provvedendo a risolver il problema fino al ritiro di milioni di vetture ed a ovviare al “ malfunzionamento “.
    Come dicevo dalla classifica suddetta rimangono decine di modelli di Case del Sol levante ed ad altre di gruppi Americani distribuite equanimamente ed alcune appartenenti al gruppo doppia W.
    Ma osservo molte di esse non certo popolari a cominciare dal prezzo.
    Comunque osservo con un po’ di spirito nazionalistico che nessuna è riconducibile al nostro Paese.
    Concludo azzardando un’ ipotesi che tutto ciò non sia che una guerra tra Case, certo come si dice: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

    Alex

  4. giuseppe dentico
    giuseppe dentico Dicembre 30, 2015

    buongiorno sono Giuseppe Dentico, amico di Paolo Danieli. Condivido e mi associo quanto detto da Paolo e dal Sig Primo Siena. Riguardo le auto italiane che Alex tira in ballo, vorrei dire la mia. Dopo la nascita in pompa magna e che a giusta ragione ha dato lustro alle nostre case automobilistiche, visto che si parla di economia, da un certo punto in avanti sono diventate, un po’ come enti assitenziali più che produttori di auto….. Ora il Sig Marchionne ha riportato la Fiat ed il gruppo a livelli di un tempo, ma certo con prodotti non proprio italiani. Vero è anche che quanto ingegnato e prodotto in Italia, vedi il sistema Mjet , ha fatto la fortuna di altri gruppi, la VW è uno di questi, ma proprio perché la tendenza forse, e dico forse era di dare lavoro agli italiani il prodotto è passato in secondo piano. Certo se le auto italiane, Ferrari a parte, non brillano in generale è perché per un lungo periodo, da dopo l’epoca delle 131 o giù di lì non sono stati più prodotti eccezionalmente belli ed affidabili e ciò si è fatto sentire per tanti anni. Oggi le cose per fortuna stanno cambiando ma ci vorrà ancora un po’ per arrivare ad alti livelli. Poi, sempre secondo il mio punto di vista, se si andasse ad indagare anche a casa di altri …… lasciamo perdere ….. infine c’è da dire anche che mentre dopo lo scandalo VW ci sono state dimissioni di vari dirigenti analisi e ricerca di soluzioni dei problemi e lo stato tedesco sta lavorando insieme all’industria per la difesa della stessa, in Italia, “probabilmente” ci saremmo dati la zappa sui piedi avremmo aperto fascicoli e inchieste etc etc senza forse arrivare a capo di nulla se non quando forse andrebbe in pensione mia figlia, che oggi a 7 anni, si sette, e che con le leggi sulle pensioni …..
    Scusate se sono stato prolisso e forse confusionario , ma volevo dire la mia precisando che sono Italiano, Patriota, fiero di esserlo e convinto, perché in più occasioni, lavorando con stranieri di diverse nazionalità, ne ho avuto prova, non siamo secondi a nessuno e che quando ci mettiamo a fare le cose seriamente …… siamo sempre i primi
    Buon anno a tutti e speriamo in un Ottimo 2016

  5. STELVIO DAL PIAZ
    STELVIO DAL PIAZ Dicembre 30, 2015

    Quanto hanno influito gli giuridicamente valido agli effetti internazionali. finanziari statunitensi nella decisione presa contro le auto tedesche ? La domanda è legittima perchè la 2a Guerra mondiale non è mai finita, anzi la guerra continua. Basti pensare che la Germania è ancora sotto stato armistiziale non essendo mai stato firmato un Trattato di pace

  6. maurizio ragno
    maurizio ragno Gennaio 5, 2016

    Caro Paolo se posso aggiungere un mio commento su VW, in tutta franchezza, in quell’evento mi sarei aspettato e temuto, la presenza di un softwarista ITALIANO ad avere colpe su quel misfatto ECOLOGICO….. meno male che la realta’ e’ stata diversa. Questa storia dimostra che i TEDESCHI quando vogliono fare i furbi CADONO SEMPRE! ! Dice bene il tuo commentatore che NON BISOGNA GIOIRE di questa situazione VW, per i legami che ha la nostra industria con quella tedesca delle auto ed altro, anzi dobbiamo IMPARARE dalla PROFONDA crisi che deriva e derivera’ da quesi fatti. Imparare aprendo occhi, orecchie, e cervello sul modo in cui i tedeschi stanno gestendo questa questione, che gli costera’ comunque una valanga di soldi. I primi giorni dopo l’annuncio dell’accaduto abbiamo visto i classici MOVIMENTI; Amministratori estromessi, annunci di revisioni sul parco auto esistente da eseguire nel 2016, poi come si avvicinava l’anno nuovo, appunto, un crescente silenzio MEDIATICO e giornalistico, fino a due giorni fa in cui l’amministrazione USA annunciava una CLASS ACTION, un solo annuncio TV, senza commenti senza giornali. Se tutto cio’ fosse ACCADUTO IN ITALIA a carico della FIAT, ci sarebbero state INTERROGAZIONI PARLAMENTARI, scioperi di SOLIDARIETA’, la sinistra della sinistra ai CANCELLI DI MIRAFIORI……….una immediata accusa a RENZI colpevole di sapere e di tacere viste le frequentazioni con Elcan&Marchionne……..’’LA VITA IN DIRETTA’’ a dissertare sulla qualita’ dell’aria, sino a giungere in questo sublime UMUS ITALIANO a qualche intervista sulla questione inquinamento auto da un inviato speciale ad………AVETRANA. In somma la solita DEMOCRAZIA ALL’ITALIANA delle CHIACCHIERE, basata sull’assunto che per noi italiani PARLARE=LIBERTA, equazione VERA in un assunto filosofico e sociale tradotto poi in italianese nella semplice……..farfallina di BELEN

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