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Ognuno ha i suoi, di furbetti

Lettera Politica N. 609

Ah, così eravamo noi i mandolinisti che si meritavano le copertine con la pistola su un piatto di spaghetti, i risolini di compatimento della Merkel, l’ostracismo ai nostri rappresentanti alla U. E.  Loro erano i più che perfetti, gli inossidabili nella precisione e nell’onestà. “Ma mi faccia il piacere!” direbbe Totò. Adesso cosa pubblichiamo una VolksWagen fumante su un piatto di wurstel?

È specchiata onestà inventare un marchingegno elettronico che si mette in moto quando vengono effettuati dei controlli degli scarichi delle auto per fregare gli ispettori americani? I quali ispettori americani, scoperto il trucco, si sono arrabbiati davvero e hanno fatto balenare alla Volkswagen una maximulta di 18.000.000.000 di dollari di-ciot-to mi-li-ar-di,  che, se li avesse Renzi, avrebbe risolto tutti i suoi problemi. Dov’è andata la proverbiale onestà teutonica?

Veramente, anche loro hanno i loro furbetti a tutti i livelli. Non tutti manovrano i bilanci delle dimensioni di quelli di una media nazione, ma anche i piccoli cercano di fregare il prossimo loro.

Ne sappiamo qualcosa sul Garda. Qualcuno deve aver detto a dei ragazzotti tedeschi che i Carabinieri sono stupidi e allora via con le denunce di furto delle tavole da surf e dei motori da gommone. No, i Carabinieri non sono stupidi. E sono anche accurati. Un controllo nei campeggi ha trovato che le tavole “rubate” erano vicino alle tende dei loro proprietari e i motori erano saldamente attaccati ai gommoni dei “derubati”: così, invece del rimborso del “furto ” in patria i furbetti hanno beccato una denuncia in Italia.

Naturalmente, fra i turisti, i furbetti sono pochi; ma anche fra i miei connazionali la gente perbene è molta, molto di più di quella per male.

La furbata ha provocato un uragano nel mercato dell’automobile anche perché il numero dei veicoli coinvolti è enorme: circa 11 milioni ed ha fatto crollare il buon nome non solo dell’industria automobilistica,  ma anche tutta la produzione germanica. Inoltre è sorto il dubbio che altre case automobilistiche abbiano adottato gli stessi sistemi per gabbare i controlli antinquinamento. Qualcuno nel Parlamento italiano ha addirittura proposto di vietare le vendite di automobili  di case germaniche. Questa è pura paranoia. Non è detto che, perché un’industria di una nazione si comporta in un modo, tutte le industrie della stessa nazione debbano comportarsi alla stessa maniera. Il mercato automobilistico è troppo importante per qualsiasi nazione e  oggi gli apparati elettronici sono facilmente controllabili;  è probabile che dopo l’ uragano tutte le case si accertino che non vi siano apparati del tipo di quello scoperto dai controllori americani.

Per la casa tedesca è un colpo fortissimo: i veicoli coinvolti sono circa 11 milioni; un’enormità. Non sappiamo oggi quale sarà la reazione della società, tuttavia sarà opportuno che vengano presi immediati provvedimenti per evitare eccessive turbative al mercato automobilistico e all’economia  anche europea in generale.

Questo fattaccio insegna che nessuno è über alles e che ognuno ha le sue magagne e le sue disonestà; quindi la Merkel farà bene a riservare i suoi risolini di compatimento per quando il suo paese uscirà dalla maxi sputtanata che la sua più grande industria gli ha dato.

Insegna anche che difficilmente la furbizia paga; noi siamo nel paese dei furbi nati, ma anche noi ci accorgiamo che presto o tardi le furbate ritornano a nostro danno: sarà opportuno che anche i tedeschi imparino questa lezione.

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2 Comments

  1. STELVIO DAL PIAZ
    STELVIO DAL PIAZ Novembre 27, 2015

    >Anche in questo caso vale il detto biblico: chi è senza peccato scagli la prima pietra ! D’altra parte è tutta l’Europa in fase di declino anche morale.

    • Tess
      Tess Luglio 25, 2016

      Salvatore hai fatto benissimo a mettere nel tuo blog questo articolo. Ci manca soltanto che promulghino una legge che consenta a carabinieri e polizia di mettere in galera i &#iei0;sovv2rs2v8” come facevano ai tempi del fascismo, che mettevano in galera gli anarchici quando c’era la visita di Mussolini. Saluti a pugno chiuso!! Alberta e Gianni

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