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Prime crepe sul fronte dell’accoglienza

Lettera Politica N. 689

L’estate ha visto una recrudescenza di attentati non solo in Europa ma persino in Australia. A Barcellona doveva essere colpita la Sagrada Familia, ma un errore dei terroristi li ha fatti saltare per aria con il loro esplosivo prima che realizzassero il progetto. Hanno allora colpito la Rambla, dove 15 persone, fra cui tre italiani, ci hanno lasciato le penne.
I terroristi o sono “lupi solitari” che agiscono indottrinati dagli imam delle moschee, o sono membri di un’organizzazione con punti di riferimento in tutto il mondo. Gli attentati fanno parte di un progetto d’invasione e di sovversione delle nazioni e della civiltà occidentale quale è andata costituendosi nel corso di due millenni. È il frutto avvelenato di un indottrinamento basato sull’insegnamento del Corano e sulla rimembranza di fatti accaduti decine di secoli fa: le crociate, la reconquista della Spagna, la colonizzazione. L’interpretazione “islamica” di questi fatti fa presa sulle menti di giovani di cultura medio bassa che vivono nei paesi arabi o nei ghetti che gli europei hanno lasciato crescere nelle loro città.
Per ora l’Italia non è stata toccata, forse anche perché siamo una via di passaggio dei terroristi. Ma non è detto che continui così.
Un vivaio di potenziali terroristi è costituito dai clandestini che ogni giorno arrivano sulle nostre coste e che vengono accolti a braccia aperte dallo sconsiderato atteggiamento del governo e dalla martellante propaganda del papa. Le statistiche dicono che sono prevalentemente maschi, musulmani, giovani, di cultura media, bassa o addirittura inesistente. Una manovalanza ideale per gli imam che reclutano volontari per la “guerra santa” cui si possono unire degli immigrati di seconda generazione che vivono nel paese che li ospita.
Fino a poco fa chi si azzardava a criticare la politica dell’accoglienza era aspramente accusato di populismo, fascismo ecc.
Dopo Barcellona pare che il ministro Minniti stia prendendo qualche timido provvedimento per contrastare l’immigrazione indiscriminata, anche perché è ormai chiaro che le navi delle Ong sono dei taxi che vanno a pigliare i clandestini davanti alla Libia per portarli in Italia. Alcune erano anche finite sotto indagine di qualche magistrato coraggioso. Sulla scorta di quello che aveva fatto a suo tempo il governo Berlusconi sono stati fatti degli accordi con il governo di Tripoli per osteggiare i traffici degli scafisti.
Subito si sono levati gli strali dei buonisti (che magari fanno affari con le cooperative di accoglienza), di certo clero e di Bergoglio. Noi invece ci auguriamo che sotto la pressione dell’opinione pubblica, dell’opposizione e dell’insostenibile realtà ci sia una decisa inversione di tendenza nella politica dell’Italia sull’immigrazione.

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