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L’Africa dentro l’Italia

Lettera Politica N. 684

A Tallinn l’Europa ha chiuso la porta in faccia al’Italia: tutti chiudono i porti agli sbarchi e Gentiloni, grigia appendice di Renzi, rimane col cerino in mano mentre a sinistra cominciano ad accorgersi che non è possibile far entrare l’Africa in Italia. Non ci sta. Non ci voleva molto a capirlo. Basta un mappamondo. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E peggior idiota di chi non vuol capire. E cominciano le prime ammissioni. Per ora implicite, ma destinate a diventare sempre più esplicite, dato che la realtà ha una sua forza intrinseca che spazza via tutte le menzogne, gli imbrogli, i business fatti sulla pelle degli italiani e, a dirla tutta, anche su quella di quei poveri negri che arrivano qui.
Ammissioni, perché se il governo comincia a pensare di far sbarcare gli africani nei porti delle città del nord, cioè a Trieste, Venezia, Ravenna, Livorno, La Spezia, Genova, vuol dire che sta prendendo atto che giù la situazione è diventata insostenibile. Ma spostano solo il problema più in là, sia in termini geografici che di tempo. Anzi, lo aggravano. Non sono capaci di risolvere niente. Non vogliono o non sono in grado di affrontare il problema di petto come hanno fatto gli altri paesi europei. E non tanto la Svizzera, l’Austria o l’Ungheria che fanno presto a chiudere le frontiere, ma anche altri paesi affacciati sul Mediterraneo, come la Spagna, la Grecia, la Francia, per non dire Malta, Cipro o Israele. I porti di questi stati non accettano immigrati. Sono chiusi per le navi delle Ong che fanno i finti salvataggi. Ditelo agli attivisti del business dell’immigrazione di azzardarsi a portare i loro carichi di africani in Israele, paese democratico, civile e filo-occidentale. Manco ci pensano! Sanno già il trattamento che troverebbero! E perché non provano a Malta, che è lì vicino? O in Spagna o a Gibilterra, che dall’Africa distano uno sputo? Verrebbero bloccati. E come? Ovvio, con la forza. Come si è sempre fatto da che mondo è mondo, come si fa e come fan tutti.
Tutti, meno l’Italia, che paga la Marina Militare per andarseli a prendere. La prima volta nella storia che la forza armata di un paese favorisce l’invasione anziché difenderlo. Eppure, se i nostri governanti non c’arrivano o per eccesso di bontà sono inadeguati a difendere i confini della patria – dentro i quali ci siamo noi con le nostre vite, le nostre famiglie, i nostri interessi- basterebbe che copiassero dagli altri! Allora delle due l’una: o non sono capaci nemmeno di copiare o sono complici dell’invasione.

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6 Comments

  1. Eugenio Pio Botti
    Eugenio Pio Botti Luglio 10, 2017

    Paolo leggo con interesse, ma il mondo Cattolico chi deve seguire …..Se il Pontefice Romano benedice ed incoraggia l’accoglienza od ogni costo? Dare a Cesare quel che è di Cesare e dare a Dio quel che è di Dio, in questo caso mi resta complicato capire chi sia l’uno o l’altro!

  2. Paolo Danieli
    Paolo Danieli Luglio 10, 2017

    Bel quesito per un cattolico. Allora provo a ragionare. Il Papa, è il capo di un’organizzazione che si definisce “universale” – tale è il significato di “cattolica” – che proclama la fratellanza e la carità. E’ del suo ruolo incoraggiare l’accoglienza. Ma che la sua sia teoria lo dimostra il fatto che le frontiere del suo stato sono chiuse., anche ad un semplice turista e che i conventi e le varie strutture della Chiesa non accolgono gli immigrati. La sua è insomma un’affermazione generale, di principio, avulsa da ogni contesto spazio-temporale. Infatti come capo del suo stato attua un’impermeabile politica di preservazione dei suoi piccoli, ma ben definiti confini. Per un cattolico dovrebbe fare scuola l’immagine di S.Martino che con la spada taglia in due il mantello per darne la metà al mendicante intirizzito. Ma se invece di aiutarne avesse aiutato dieci o cento poveri, di quel mantello ne avrebbe fatto dei coriandoli che non sarebbero serviti a nulla e sarebbe morto di freddo anche lui. Ecco, è quello che succederebbe all’Italia se pensasse di aiutare l’Africa mediante l’idiota strumento dell’accoglienza. I negri resterebbero poveri e noi lo diventeremmo a nostra volta. Diverso sarebbe il discorso se il Papa si esponesse per aiutare gli africani a casa loro. Non con interventi a spot, con la carità che storicamente non ha risolto il problema, bensì diventando il promotore di una moderna forma di colonizzazione, programmata scientificamente e controllata dalle organizzazioni internazionali in modo da prevenire sfruttamento e speculazioni.

  3. Beppe Giuliano
    Beppe Giuliano Luglio 10, 2017

    L’immigrazione sarà il tema centrale delle prossime politiche e il cambiamento di rotta di Renzi & co. è legato a questo. Nelle peste, va detto, ce li ha infilati Enrico Letta col suo “mare nostrum” dopo un naufragio, drammatico, davanti alle coste di Lampedusa. Col buonismo, due lacrime, e quattro Ave Maria, però non si risolve il problema. Che con la guerra in Siria c’entra poco o niente. Ci sono delle difficoltà economiche in alcune parti d’Africa dove i sistemi politici non funzionano. Ma non funziona nemmeno la solidarietà pan-africana: il Sud Africa, l’Angola, il Mozambico, l’Etiopia non accettano immigrati irregolari, nemmeno se neri di pelle. Anzi. L’immigrazione scelta è quella selettiva: il Mozambico, ad esempio, accoglie e dà la cittadinanza ai cittadini bianchi dello Zimbawe (ex Rhodesia) per sviluppare un’agricoltura moderna ed efficiente, quella che loro non possono più curare a casa loro a causa della segregazione razziale che subiscono dal governo locale (che punisce gli ex coloni bianchi…).
    Dall’Eritrea scappano per il regime che c’è, non perché non vi siano opportunità economiche: la confinante Etiopia è infatti in piena espansione economica.
    Quindi, banalmente, io la risolverei così. Fine delle missioni nelle acque libiche: tocca ai libici assistere i naufraghi nelle loro acque territoriali. Fine degli approdi nei porti italiani. Fine delle ONG “a caccia” di sans papiers…
    Apertura nelle sedi consolari e nelle ambasciate italiane nei Paesi che più ci interessano (ad esempio, quelli legati dal passato coloniale) di sportelli che mettano insieme domanda ed offerta di lavoro in Italia, con contratti regolari. Non è il lavoro che manca da noi. Manca l’onestà in chi offre lavoro (vogliamo dire che il caporalato è una vergogna anche se adesso coinvolge più negri che bianchi?) e una macchina dello Stato efficiente e onesta. Onesta, lo so, è una chimera… Chi rientra nei parametri, viene in Italia da regolare. Chi non rientra sta a casa. E’ un trattamento duro, disumano? beh è quello che applica la civilissima Australia ed è quello che ha applicato la civilissima Germania a noi Italiani dopo il 1945. O il Belgio quando le nostre braccia scavavano le loro miniere per pagare i debiti di guerra…la vita è uno schifo, lo sappiamo bene anche noi.
    Quindi non vi facciamo immigrare per farvi diventare schiavi della malavita. Né per farvi passare quello che abbiamo passato noi.
    Bruxelles accetterà questo? beh, e se non lo accettano cosa fanno? ci cacciano? quindi, nessuna paura, ma un piano serio ed onesto.
    Poi, una volta sistemata l’emergenza, rimpatriato chi va rimpatriato, accolto chi può essere accolto, dovremo pensare anche ad una politica che persegua una crescita dimensionale dell’Italia perché un Paese di soli anziani non va da nessuna parte.
    Ah, ultima cosa…se fosse vero, chi ha barattato soldi per profughi va denunciato per alto tradimento. Ma non mi faccio molte illusioni: fino al prossimo aprile le acque libiche saranno un delirio che si riverserà tutto da noi.

  4. STELVIO DAL PIAZ
    STELVIO DAL PIAZ Luglio 10, 2017

    poche chiacchiere; rileggere il piano kalergy e capire finalmente quale sia il disegno strategico dei .Stelvio

  5. STELVIO DAL PIAZ
    STELVIO DAL PIAZ Luglio 10, 2017

    Poche chiacchiere; riliggere il piano kalergy e capire finalmente quale sia il piano strategico DEI SOLITI NOTI. Stelvio

  6. Davide
    Davide Luglio 10, 2017

    Kalergi e massoneria. Soros e Trilaterale di cui fanno parte i governanti europei stanno causando lo scempio dei loro popoli per creare un ordine sovranazionale finanziario con una massa informe di individui senza riferimenti e identità da governare. Questi sono gli artefici. E Papa Francesco sta distruggendo la Chiesa dall’interno .

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