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UNA SCOREGGIA NELL’UNIVERSO

Lettera Politica N. 649

Se si abolisse la Presidenza della Repubblica il risparmio sarebbe di 230 milioni di euro.
Se si chiudesse il Senato il risparmio sarebbe di 540 milioni di euro.
Se si chiudesse la Camera il risparmio sarebbe di 1.037 milioni euro.

Però sappiamo benissimo che chiudere le tre principali istituzioni del paese è impossibile. Anche l’ultimo stato africano ha un parlamento e un presidente. Ma facciamolo lo stesso questo calcolo. Così si capisce quanto costa per davvero “la politica”.

Tornando al nostro conteggio, se venissero eliminati, chiusi, annullati assieme Quirinale, Palazzo Madama e Montecitorio con tutto il loro contenuto il risparmio sarebbe di 1.807 milioni di euro.
L’Italia – ci raccontano- è attanagliata da un debito pubblico che ammonta a 2.229 miliardi di euro.
Nell’immaginario collettivo, costruito dai media, di questo debito la spesa per la politica è una parte importante. Ed è diffusa la convinzione che il deficit possa essere risanato tagliando i costi della politica.
Ma che cosa sono 1.807 milioni a fronte di 2.200 miliardi? Quasi niente.
Questi sono numeri, non chiacchiere.
E che cosa emerge da questi dati? Semplicemente che il costo della politica, cioè della democrazia, non incide che per una minima parte sul debito.

Ma continuiamo il nostro ragionamento. Tutti sappiamo che è impossibile chiudere Camera, Senato e Presidenza della Repubblica. Al massimo si può fare qualche taglio. Quindi se sarebbero poca cosa quei 1.807 milioni derivanti dalla chiusura totale, figuriamoci facendo solo qualche taglio!
Renzi sta sbandierando i risparmi che si otterrebbero con la sua riforma costituzionale che però non tocca né i 230 milioni del Capo dello Stato né i 1.037 milioni della Camera.
Racconta che chiude il Senato. Ma non è vero. Il Senato rimarrà aperto, con una funzione parzialmente diversa e con meno senatori. Ma non chiude. L’apparato, che è quello che costa, resterà. Insomma, di 540 milioni se ne potranno risparmiare forse 100.
Morale della favola: su 2.200 miliardi di debito pubblico si risparmierebbero forse 100 milioni. Il nulla.
E siccome la riforma di Renzi ha nella chiusura del Senato il suo pezzo forte, se ne deduce che il pezzo forte di Renzi è il nulla, come il nulla è quello che ha fatto fino ad adesso. Solo chiacchiere. 100 milioni su 2.200 miliardi! Una scoreggia nell’universo!

La verità è che tutto il battage propagandistico orchestrato sui costi della politica fa parte di un disegno ben preciso che ha lo scopo

  • di screditare la politica per consegnare tutto il potere alle banche e all’alta finanza;
  • di ridurre i margini della democrazia con la scusa dei risparmi sui costi della politica;
  • di allontanare la gente dalla politica in modo da poter gestire più facilmente il potere;

E Renzi, come  Monti, come Letta, come Grillo è una pedina di questo progetto di sostituire la democrazia con un’oligarchia finanziaria.

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5 Comments

  1. Sonia
    Sonia Settembre 18, 2016

    Molto spesso lei cavalca questo assunto per affermare che i costi della politica poco inciderebbero con il bilancio statale. Ma mi permetta una metafora: è un po’ come un padre di una famiglia oberata dai debiti con il vizietto di andare a prostitute. Poco inciderebbero magari le sue spese nel già disastrato bilancio familiare, ma etica vorrebbe che il sacrificio partisse dalle piccole cose.
    Il sì comunque farebbe gioco solo ai poteri forti e ormai i cittadini lo hanno capito (speriamo)

  2. OfficinaAdmin
    OfficinaAdmin Settembre 18, 2016

    Il mio intento, oltre che di sottolineare l’inconsistenza della riforma renziana, è di dimostrare che non è il costo della democrazia ( non della politica!) a generare il debito pubblico bensì la truffa monetaria. E’ bella la parabola da lei portata del padre di famiglia, ma qui non si tratta di spese voluttuarie. Le spese per il funzionamento della democrazia non sono rinunciabili, se non in minima ed irrilevante parte. Quale è l’alternativa? Chiude tutto e dare tutto in mano ad uno solo. Allora si risparmierebbe qualcosa di più significativo, ma si rinuncerebbe alla sovranità popolare. Ed è proprio quello che vuole il sistema che progressivamente sta corrodendo i margini della democrazia.

  3. Roberto Gallo
    Roberto Gallo Settembre 19, 2016

    In un sistema di m… la flatulenza è’ una ovvia conseguenza. Il taglio delle spese annunziato non ha nulla a che fare con la “moralità ” in quanto è’ un messaggio politico diretto ai sudditi infiammati oggi dai tribuni grillini. La ruota tuttavia ha ripreso a girare a Destra in Europa e dobbiamo essere pronti con le Idee (quelle di Sempre).

  4. Saoncella Giovanni
    Saoncella Giovanni Settembre 26, 2016

    Una considerazione in riferimento anche a quanto scritto da Sonia, che credo abbia “colpito nel segno”.
    Una nazione non può essere governata essenzialmente con principi “ragionieristici”, non è un’azienda commerciale che deve rispondere solo a determinate leggi di mercato, ma è un insieme organizzato di individui cui si devono garantire i diritti sanciti, determinate libertà individuali, rispettata l’assoluta eguaglianza individuale …
    Molto spesso il puro aspetto economico assume un valore relativo rispetto agli aspetti sociale e morale; nella fattispecie, non è tanto il costo della politica che ci indigna ma a renderlo intollerabile, sia che rappresenti lo 0,0…% od il 50% del PIL, è che gran parte di questo serve a finanziare inaccettabili privilegi creati dai politici a loro favore ed a favore dei loro “amici”. Si tratta di una questione di rispetto verso l’elettore contribuente e quei politici che ignorano quest’aspetto, non dico che non sanno governare ma dico che non sanno nemmeno cosa voglia dire governare.
    Per quanto riguarda il nostro debito pubblico, prima di esprimere giudizi in merito, vorrei sapere perché il rapporto deficit PIL non deve superare il 3% (perché non l’1 od il 7%?)? perché il Giappone prospera con il succitato rapporto al 200%? perché deve essere sempre in crescita? …
    Ed infine: ritengo, purtroppo, che il regime plutocratico ci stia già governando e non saranno certo individui come il menestrello fiorentino che potranno contrastarlo.

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