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W MAMMA E PAPA’

Lettera Politica N. 839

Chiedete al primo che incontrate per strada se è giusto chiamare mamma e papà “genitore 1” e “genitore 2”. Ce ne sarà forse uno su centomila che è d’accordo. Gli altri sono per quello che da che mondo è mondo s’è sempre scritto: madre e padre. Invece il ministro degli Interni di Conte, Luciana Lamorgese, ha ripristinato l’obbligo di utilizzare l’oscena dizione “genitore 1” e “genitore 2” nei documenti ufficiali. Questa aberrante sottomissione alla logica del “politicamente corretto” era già stata inventata dal governo Renzi. Poi, giustamente, Salvini l’aveva abolita e aveva ripristinato la normalità: i genitori si chiamano “madre” e “padre”. Ma Conte ed il suo ministro degli Interni, invece di occuparsi di controllare il rispetto delle norme anti-covid e di rimuovere quei prefetti che non sono capaci di farlo, hanno il tempo di lustrare le scarpe al Pensiero Unico. Scrivere “madre” e “padre” sarebbe discriminante nei confronti delle cosiddette “coppie arcobaleno”. Il Pensiero Unico non vuole, esige la dizione “politicamente corretta” di  “genitore 1” e “genitore 2”. Non fosse mai che qualcuno pensasse che per fare un figlio ci vuole un uomo e una donna! Sarebbe una discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali. Oggi chi vuole, basta avere un po’ di soldi, può fare un figlio anche senza partner o con uno dello stesso sesso. Basta pagare. Basta trovare un utero in affitto, o andare in qualche banca del seme. Che sarà mai! In fin dei conti è un “diritto umano” anche quello di avere un figlio: il diritto alla “genitorialità”. E il diritto del figlio di avere una madre e un padre dove lo mettiamo? Con una piccola differenza: che quello alla “genitorialità” l’ha stabilito il Pensiero Unico. Quello ad avere un papà e una mamma l’ha stabilito la natura o, se si preferisce, Dio.
Se finora c’erano mille motivi per mandare a casa Conte e andare ad elezioni subito per ripristinare non solo la democrazia, ma la normalità, adesso ne abbiamo uno in più.

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2 Comments

  1. Antonio Pantano
    Antonio Pantano Gennaio 19, 2021

    NECESSARIO “genitore 1, 2, 3”! CAMILLO BENSO ufficialmente Conte di Cavour ebbe VERO genitore (quindi UNO!) nel principe romano CAMILLO BORGHESE, maritato a Paolina Bonaparte, che gli diede il nome e lo battezzò, mantenendolo poi agli studi. Il sor BENSO, meno facoltoso conte di Cavour, diviene automaticamente il “genitore DUE”. La madre, svizzera, leggerotta, è GENITRICE UNA ! Chiaro ?

  2. Antonio Crovetti
    Antonio Crovetti Gennaio 21, 2021

    Clamoroso autogol de soliti perbenisti sinistrorsi, genitore uno e genitore 2, non sono altro che la più becera ghetizzazione della genitorialità. Chi vuole essere genitore due? io di certo no. Madre e padre, invece, sono tutti e due genitore uno!!. Taci tu che sei genitore due!!

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